Un debito fuori bilancio, inconcepibile per un Comune come Assisi che non ha mai avuto, nemmeno in passato, problemi di solvibilità

comune-0ASSISI- Il Consiglio Comunale si trova oggi a dover riconoscere un debito fuori bilancio (ai sensi e per gli effetti dell’art. 194 c. 1 lett. a) del D.lgs 267/2000 e ss.mm.) contratto negli anni 2014 e 2015 dalle passate amministrazioni per la somma più che significativa di €. 112.572,00 in favore della Comunità montana dei Monti Martani, Serano e Subasio, a titolo di quote associative dovute per le annualità pregresse 2014 e 2015 in base allo Statuto della Comunità Montana approvato dal Consiglio Comunale nel 2011.

Una “sciagurata prassi” – come la definiscono i giuscontabili – in quanto si tratta di debiti contratti dalle amministrazioni nella piena consapevolezza di non trovare copertura per il pagamento degli stessi, come avvenuto negli anni 2014 e 2015 ad Assisi.

Una prassi che ha avuto la conseguenza di lasciare la pesante eredità alle amministrazioni che si succedono e che, ignare dell’accaduto, cercano di condurre l’attività amministrativa nel modo più efficiente e lineare, soprattutto dal punto di vista contabile.

Ma ricostruiamo i fatti accaduti ad Assisi

E’ il 2011 quando il Consiglio Comunale, con deliberazione n. 195 del 15.12.2011, approva lo Statuto della Comunità Montana dei Monti Martani, Serano e Subasio e pertanto con tale provvedimento decide di tornare a far parte a pieno titolo, ai sensi dell’art. 36 dello stesso Statuto, della Comunità Montana (da cui precedentemente era uscito) con tutti gli obblighi conseguenti, tra i quali, come sancito dallo statuto, il versamento di un contributo ordinario pari ad €. 2,00 ad abitante per un totale di €. 56.286,00 annui a partire dall’anno 2012.

Un primo pagamento di detto contributo avviene da parte del Comune di Assisi nel giugno 2013: il dirigente competente liquida in favore della Comunità Montana euro 30mila, come primo acconto della quota associativa dell’anno 2012, rinviando ad altro provvedimento la quantificazione definitiva delle quote associative 2012 e 2013 posto che si riteneva “non dovuto o dovuto in minima parte in quanto le Comunità Montane sono state soppresse con legge regionale e le competenze trasferite all’Agenzia Forestale così come il personale operaio”.

Ma, ricordiamolo, si era approvato uno Statuto che obbligava i Comuni alla corresponsione del contributo annuo pari, per Assisi, a €. 56.286,00.

A settembre 2013 la giunta comunale dava mandato al dirigente di comunicare alla Comunità Montana “la volontà dell’Amministrazione Comunale di Assisi di non addivenire al pagamento della quota associativa per l’intero importo di €/annui 56.286,00” e richiedeva “la rimodulazione del contributo ordinario, afferente Assisi, con una riduzione minima del 60%”.

Istanza che può essere anche condivisibile, ma che platealmente contravveniva all’obbligo preso dalla stessa amministrazione comunale di aderire ad uno Statuto che prevedeva l’obbligo di corresponsione del contributo nel suo complesso.

 Il Comune di Assisi pertanto continua a non pagare

Finché nel febbraio 2015 arriva il sollecito dei pagamenti per le annualità pregresse 2013-2014 da parte della Comunità Montana, che conferma contestualmente la quota associativa pari a € 56.286,00 anche per l’annualità 2015 rigettando la richiesta di “sconto” fatta pervenire dalla giunta di Assisi.

Nell’aprile 2015, sulle improvvide scelte della giunta di allora, interviene il dirigente infrastrutture, rappresentando in forma scritta all’organo esecutivo che il Comune avrebbe dovuto pagare per intero le quote 2013, 2014 e 2015; lo stesso dirigente, inoltre, suggerisce di tentare un accordo per la rateizzazione del pagamento delle somme pregresse e di far uscire il Comune di Assisi dalla Comunità Montana.

Ma la giunta disattende l’allarme lanciato dal dirigente e, sempre nell’aprile 2015, chiede nuovamente “di ridefinire il contributo in diminuzione”, incaricando nel frattempo il dirigente di verificare le procedure per fuoriuscire nuovamente dalla Comunità Montana.

Novembre 2015: la Comunità Montana richiede di nuovo il pagamento delle quote associative degli anni 2013-2014-2015 in forma completa. A dicembre il Comune di Assisi liquida il solo contributo riferito all’anno 2013. Il recesso dalla Comunità Montana avviene nel Consiglio Comunale del 17 dicembre 2015, e diviene esecutivo dal 1 gennaio 2016 ai sensi dello statuto.

Ma nel bilancio di previsione 2016 così come in quelli 2014 e 2015, nessuna quota viene posta a copertura del debito contratto per il mancato pagamento del contributo dovuto fintanto che il Comune di Assisi è stato membro della Comunità Montana.

Nella situazione di liquidazione dell’ente Comunità Montana che dovrebbe giungere a chiusura entro breve, nel 2017 è stato richiesto al Comune di Assisi di provvedere al pagamento delle quote associative pregresse 2014-2015.

Immediatamente, la nostra giunta comunale richiedeva dettagliata relazione, supportata della necessaria documentazione amministrativa e contabile ai dirigenti competenti, iniziando un dialogo con l’ente Comunità Montana.

Preso atto, a seguito dell’esame documentale e fattuale, che le quote associative delle annualità 2014 e 2015 per la somma complessiva di €. 112.572,00 avrebbero dovuto essere pagate dal Comune di Assisi, ci si è mossi per addivenire ad un accordo bonario per la cancellazione almeno degli interessi di mora per un ammontare di ulteriori euro 25.520,04.

Lo stralcio di questa ulteriore significativa somma, maturata per non aver pagato al momento dovuto, è stato possibile con l’impegno di effettuare il pagamento dei 112.572,00 euro entro il corrente anno.

Ecco perché siamo qui oggi a riconoscere €. 112.572,00 di debiti fuori bilancio che, solo grazie all’accortezza e professionalità dei nostri uffici contabili del Comune di Assisi, trovano copertura nella specifica posta dell’avanzo di amministrazione accantonato anche per debiti fuori bilancio.
Risparmieremo, grazie al dialogo con l’ente Comunità Montana, oltre 25000€ di interessi, ma dovremo pagare oggi le quote che avrebbe dovuto pagare l’amministrazione che c’era nel 2014 e 2015.

I debiti fuori bilancio sono una realtà patologica nella vita dell’ente locale, per la quale è obbligatorio da parte degli amministratori porre in essere tutte le misure idonee ad impedirne la formazione.

Il riconoscimento dei debiti fuori bilancio spetta all’organo consiliare, il legislatore assegna giustamente a tale organo la mansione probabilmente al fine di evidenziare la natura patologica dei debiti fuori bilancio nonché per scoraggiare la sciagurata prassi di effettuare spese senza copertura.

L’organo consiliare si trova così oggi a dover ratificare un debito fuori bilancio, inconcepibile per un Comune come Assisi che non ha mai avuto, nemmeno in passato, problemi di solvibilità. (134)

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Written by Gilberto Scalabrini