Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

0NORCIA – Il Natale si avvicina a grandi passi. Per la gente terremotata d Norcia è il terzo Natale da sfollati. Ieri, la città era deserta e fredda, i pochi bar vuoti. “Aspettiamo i turisti –mi dice un commerciante- come accadeva una volta, quando la vita pulsava davvero e fuori porta non c’erano la Sae, le casette di emergenza”.

1Sulla piazza di san Benedetto, l’albero, alto più di tre metri, è stato allestito vicino alla Castellina e poco più avanti, vicino alla basilica di san Benedetto crollata, il presepe con pochi personaggi. Sono tutti a misura d’uomo. Lo hanno realizzato i residenti della frazione di Legogne.

2Un paesino che dista a circa 6 chilometri dal capoluogo e sorge a quota 957. Intanto, la neve ha imbiancato le cime dei monti. Il paesaggio è suggestivo. Nell’artistica rappresentazione del presepe, vicino alla culla vuota di Gesù Bambino, un cartello avverte: ”I personaggi sono del luogo”. I nursini li conoscono bene, chi arriva da fuori no, ma ammira i volti delle statue e il loro abbigliamento.

3Sono tutte figure della natività. In primo piano anche un calderone (paiolo di rame) annerito dal tempo e dal fuoco, appeso con la catena ad un trespolo di rami. Sullo sfondo, un momento quasi “magico”: una foto in bianco e nero di un antico e stretto vicolo di Norcia, con le case di pietra in un dolce contrasto di luci e ombre. Da lontano domina immancabilmente una torre.

4Tutto intorno alla piccola rappresentazione, gli stemmi delle sei guaite, gli attuali rioni della città. Facciamo un giro, parliamo con i pochi che incontriamo in corso Sertorio. Non sono più giovani, ma nemmeno anziani, Ci confessano che si sentono come privati di ogni prospettiva futura.

5E poco più avanti, dalla parte opposta del teatro civico, sulla piazza dove sorgeva l’auditorium, sulle transenne della recinzione che circondano il crollo di una struttura, qualcuno ha scritto: “Questa piazza è abbandonata da Dio e dagli uomini”. L’incertezza del futuro è il problema più grosso.

Non ci sono ancora informazioni certe sulle tempistiche delle pratiche. Secondo il Senatore umbro del Movimento 5 Stelle, Stefano Lucidi, la ricostruzione è ferma. Se la prende con la Regione e in una nota afferma: “i numeri della disfatta sono impressionanti, delle migliaia di istanze in corso, circa 1000 riguardano la ricostruzione pesante, di cui 100 per danni gravi.

Di queste ne risultano autorizzate 10 mentre i cantieri finiti sono 3. Per i danni lievi 95 cantieri e 550 pratiche ancora in istruttoria. Numeri allarmanti per un territorio che vede cadere in queste ore la prima neve dell’anno e che sente confermare i propri timori e cioè che la ricostruzione è ferma al palo”.

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Written by Gilberto Scalabrini