Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI
Fotoservizio di LUCIA SMURRA

3BEVAGNA – Anche a dicembre le Gaite di Bevagna, la parrocchia di san Michele e il Comune sono stati protagonisti di un imperdibile appuntamento: il presepe medioevale vivente. Nella cornice suggestiva della piazza, delle chiese e dei suoi angoli nascosti, la rappresentazione ha ricevuto il plauso di tanta gente, grazie alla felce ideazione e la consulenza scientifica  di Franco Cardini, Davide Baldi, Franco Franceschi e Ughetta Sorelli.

2Peccato che il grande evento dal titolo Stella Nova ‘n fra la Gente è durato solo due giorni: il 29 e 30 dicembre, perchè grazie ai testi di antichi ludi ,ai sermoni e alle sacre rappresentazioni umbre avrebbe richiamato a Bevagna ancora  tantissima gente.

1L’idea di immaginare che Gesù, anziché nascere a Betlemme ai tempi dei Romani, nascesse all’improvviso a Bevagna, in pieno clima medioevale, è stata vincente. Nel piccolo scrigno di architettura e memoria storica, la rappresentazione ha funzionato alla perfezione e il lavoro di tanti volontari ha saputo dare, ad ogni quadro, una superba recita e scenografie semplici ma suggestive.

4Il presepe si è snodato in luoghi diversi, con giardini e angoli bellissimi di un paese che si è aperto per questa occasione al grande pubblico, richiamando migliaia di visitatori. E’ stata un’attrazione anche per i turisti. La sensazione è stata quella di essere trasportati indietro nel tempo e, se ci fosse stata anche la neve ,lo scenario sarebbe stato davvero mozzafiato.

5Lungo tutto il percorso e in piazza san Silvestro, abbiamo rivissuto i mestieri di una volta: le tipiche scene medioevali, come le donne che filavano la lana e lavano i panni nelle mastelle di legno, l’arte di fare la carta, le candele, il mercato con gli ortaggi sopra un vecchio carretto, un falegname che costruisce oggetti per la casa, la taverna a cielo aperto con pizza e vin bluè e molto altro ancora. Tutti i personaggi in perfetto abbigliamento d’epoca, hanno fatto vivere una fantastica un’esperienza spirituale e culturale, soprattutto quando le ombre della sera hanno rapito la luce del giorno e si sono accese le tremule fiaccole.

6I bambini sono stati bravissimi, hanno recitato da attori provetti. E poi Erode e la sua corte, il Monte Persiano e gli antichi saggi, i Profeti e le Sibille, i Magi venuti dall’Oriente, gli Angeli, i pastori. Insomma, tutto un paese è tornato ai suoi vecchi mestieri e il tambureggiare degli zoccoli dei cavalli, con in sella cavalieri d’altri tempi, ha dato un tocco alla rievocazione.

12Vicino la fontana, un  tranquillo cammello a due gobbe, che si è lasciato avvicinare e fotografare dalla gente, mentre con i suoi grandi occhi scrutava tutto quello che accadeva intorno. Anche noi abbiamo approfittato per portare a casa un ricordo

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Written by Gilberto Scalabrini