A Villa Colombella da parte della Stranieri di Perugia per ricercatori sulle scienze idrologiche. Una cinque giorni per ricercatori e dottorandi provenienti da tutt’ Europa con studiosi di fama mondiale

1PERUGIA – International Winter School on Hydrology è il corso di formazione internazionale per ricercatori e dottorandi provenienti da tutto il mondo che l’Università per Stranieri di Perugia ospita a Villa la Colombella fino all’1 febbraio prossimo.

Al centro di ricerche Villa La Colombella, 15 studiosi di livello internazionale terranno una serie di seminari, lezioni e incontri sulle scienze idrologiche insieme ad una nutrita rappresentanza della comunità accademica degli idrologici italiani.

L’ International Winter School è stata organizzata dal Warredoc, il centro di ricerca sulle acque dell’Università per Stranieri di Perugia dedito allo sviluppo di programmi e progetti scientifici, alla formazione nel settore delle risorse idriche, in collaborazione con il Consorzio interuniversitario per l’idrologia (CINID), l’UNESCO WWAP, Programma per la valutazione delle risorse idriche mondiali. All’iniziativa hanno preso parte la prof.ssa Dianella Gambini, Lucio Caporizzi della Regione Umbria, Stefano Bigaroni di Umbria Digitale, Fabio Castelli del CINID, il prof. Rafael L. Bras, (Georgia Institute of Technology)  il prof. Stefan Uhlenbrook dell’UNESCO WWAP), e il prof. Fernando Nardi del Warredoc.

Si tratta di un corposo corso di formazione per circa 40 tra ricercatori e dottorandi che hanno scelto l’indirizzo della ricerca avanzata e applicata a progetti scientifici che unisce le metodologie delle scienze idrologiche all’analisi dei big data per migliorare e monitorare flussi, rischi, previsioni di fenomeni legati allo sviluppo di soluzioni innovative per il rischio idrogeologico, la gestione integrata delle acque, la pianificazione del territorio e per progetti che mirano alla gestione e protezione delle risorse naturali e dei beni riconosciuti come patrimonio dell’umanità.

Un incontro che metterà al centro il tema delle opportunità offerte dai dati digitali, dai sistemi di osservazione satellitare, dagli open e big data per avanzare le conoscenze e migliorare le soluzioni delle scienze e studi delle risorse idriche e rischi idrogeologici.

La vicerettrice della Stranieri di Perugia, la prof.ssa Dianella Gambini, aprendo i lavori della giornata, ha sottolineato l’importanza di questo corso di formazione avanzato che, nell’affrontare la multidimensionalità dell’acqua si colloca nel solco della tradizione del Warredoc e, più estensivamente, nella prospettiva culturale dell’Ateneo, dove i saperi umanistici e scientifici sono stati pionieristicamente considerati come sguardi complementari dinanzi alle sfide del presente.

La vicerettrice Gambini ha poi evidenziato l’importante contributo scientifico svolto dal prof. Lucio Ubertini, ricordando che “le Summer e Winter Schools al Centro di Villa La Colombella hanno generato e trasmesso ad allievi provenienti da tutto il mondo il sapere scientifico inerente all’acqua senza isolare questo bene prezioso dalle realtà più complesse presenti nei vari sistemi economici e produttivi nella storia e nelle culture.

Tale prospettiva d’indagine non circoscritta al sapere “intensivo” dell’idrologia, è stata rinsaldata nel 2013 quando a UNISTRAPG è stata assegnata la “Cattedra UNESCO in gestione delle risorse idriche e cultura” e nel 2018 con l’istituzione presso la nostra sede del “Centro Internazionale di Studi per la conservazione e gestione del patrimonio culturale tangibile”, formato da 11 cattedre UNESCO, una delle cui azioni mira a sviluppare un processo di “patrimonializzazione” della natura, del paesaggio e delle opere create dall’uomo in cui l’acqua ha un’indiscutibile centralità”.

Per il prof. Fernando Nardi del Warredoc “In meno di 20 anni i sistemi di telerilevamento e di messa a terra hanno cambiato il modo in cui gli idrologi lavorano con un aumento esponenziale della scala temporale, spaziale e della risoluzione dei dati.

Oggi – ha aggiunto Nardi – viviamo in un mondo costellato di satelliti, droni e radar di terra che offrono opportunità illimitate e dati per idrologi per la comprensione, il monitoraggio, la modellazione e l’interpretazione dei bacini processi fisici, le caratteristiche e le interazioni acqua-umani in ecosistemi urbani complessi.

Nelle giornate del corso – conclude Nardi – si affronteranno le nuove linee di ricerca, le modalità di come osservare, analizzare e comunicare tutta questa mole di nuovi dati scientifici per una corretta comprensione e rappresentazione dei processi idrologici e meteorologici e per applicarli nei progetti multidisciplinari di scienze idrologiche”. (222)

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Written by Gilberto Scalabrini