Venerdì 15 febbraio alle ore12 nella sede di Polis (via G. B. Pontani 47, Perugia)

1PERUGIA – L’arte, l’amore, il dolore e la pazzia, Astra Lanz racconta Camille Claudel, musa e amante di Auguste Rodin e grande artista anch’essa. L’attrice conosciuta dal grande pubblico per l’interpretazione di suor Maria nella fiction “Don Matteo”, porta in scena la vita della grande scultrice, plasmando il dolore e il grido d’aiuto che emerge dalle lettere di una donna chiusa per trent’anni in un manicomio.

Venerdì 15 febbraio alle ore12 nella sede di Polis (via G. B. Pontani 47, Perugia) si terrà l’incontro “Aspettando Camille, con Astra Lanz, Marco Alessandrini, psichiatra e traduttore delle lettere della scultrice Camille Claudel (Sono come Cenerentola, 2013), Fabrizio Zollo delle Edizioni Via del Vento, Gianfranco Piombaroli (presidente di Polis che ha organizzato l’evento), Monica Marcelli (responsabile dell’Area Salute Mentale e Dipendenze di Polis).

«Camille è un’artista, una scultrice nata e vissuta in un periodo storico in cui l’arte dello scolpire non era contemplata come attività femminile – afferma Astra Lanz – Ostacolata dalla madre, ha perseguito i suoi studi ed è arrivata a lavorare come apprezzata scultrice, collaborando con Rodin, il suo primo maestro, del quale è stata allieva, musa e amante.

Un aborto, la partenza del fratello Paul e poi la morte del padre l’hanno condotta in manicomio, dove si è interrotta la sua carriera artistica».
La rappresentazione teatrale, interpretata dall’attrice Astra Lanz, narra le difficili vicende dell’artista Camille Claudel, la storia d’amore e odio con lo scultore Auguste Rodin, la sofferenza dell’essere internata in manicomio per oltre trent’anni (dove morirà il 19 ottobre del 1943).

Un lavoro teatrale, accompagnato dalle musiche di Alfredo Morana e con la coreografia di Natasha Mordovkina) che si snoda attraverso le numerose lettere che inviò ai familiari e ad esponenti dell’arte del tempo, nelle quali emergono tutto il suo dolore, le sue ossessioni e la richiesta d’aiuto: «Mia cara mamma, […] Sei davvero cinica nel negarmi riparo a Villeneuve.

Non darei scandalo come tu immagini. Riprendere l’esistenza normale mi darebbe una gioia tale che non farei nient’altro. […] Non mi azzarderei a far nulla di biasimevole, ho patito a tal punto da non risollevarmi più».

Venerdì 15 febbraio 2019, alle ore 21 all’Oratorio di Santa Cecilia di Perugia la Cooperativa Sociale Polis, nell’ambito delle iniziative per il quarantennale della legge 180/1978 ispirata da Franco Basaglia e della conseguente destrutturazione dell’ospedale psichiatrico, ha organizzato l’evento teatrale “Camille” con il patrocinio di Regione Umbria, Usl Umbria1 e Comune di Perugia.

«Lo spettacolo nasce da un richiamo, dal superamento di un tabù di non interpretare personaggi esistiti. Le opere e la vita di Camille Claudel mi hanno chiamato più volte, fino alla proposta di partecipare al Festival di Teglio, dove ho portato una lettura delle lettere di Camille – ricorda Astra Lanz – Poi la lettura è diventata uno studio a memoria e ancora una interpretazione con la collaborazione di un musicista e, infine, di una coreografa, per creare i movimenti di un’attrice».

La collaborazione tra Astra Lanz e Polis inizia con un incontro con i partecipanti al collettivo BorderArt (costituito da ospiti della comunità, operatori e persone esterne legate all’arte e sensibili alle tematiche della salute mentale), un tè e una lettura delle missive di Camille Claudel presso la Comunità terapeutica di via Enrico dal Pozzo a Perugia.

«Un giorno, sorseggiando un tè ho parlato dello spettacolo, leggendone alcune parti e gli ospiti della Ctr si sono offerti di preparare delle scenografie, contribuendo a creare un nuovo elemento della rappresentazione». (246)

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Written by Gilberto Scalabrini