Da Perugia l’idea di riunire le competenze di manager di tutta Italia nel segno del volontariato gratuito. Domani la presentazione a Milano

1PERUGIA – Si chiama “6.3 Impact Hub” (dalla magnitudine della scossa di terremoto che nell’ottobre 2016 colpì Umbria e Marche) ed è un’associazione di stakeholders che vuole promuovere forme di ingaggio condivise per mettere gratuitamente a disposizione della comunità locali, colpite da eventi tragici come quelli calamitosi o sismici o emergenze sociali, competenze, professionalità e know how da parte di soggetti giuridici e persone fisiche intenzionati a “restituire e donare” al territorio talenti e conoscenze specifiche.

Ha un’anima umbra questa nuova realtà di ampio respiro che verrà lanciata domani (attenzione, per le redazioni, mercoledì 13 febbraio!!!) presso il Burò di BASE a Milano (ore 11, via Borgognone 34) per iniziativa di Fondamenti Impresa Sociale, un innovativo hub acceleratore d’impresa costituto a Perugia con un’esperienza ventennale in processi formativi, di consulenza e di accompagnamento e accelerazione allo start up di impresa, in particolare focalizzato sui processi di ricerca, di progettazione sociale, di impact finance, al fine di sviluppare soluzioni innovative alle pressanti sfide sociali contemporanee e generare nuova economia.

A spiegare la missione dell’associazione è Andrea Fora, amministratore delegato di Fondamenti nonché presidente di Confcooperative Umbria: “Vogliamo contribuire al processo di sviluppo nelle aree depresse colpite da eventi tragici, a partire dai territori di Norcia e Cascia e di quelli vicini marchigiani ancora fortemente condizionati dal grave evento sismico, attraverso l’opera di un volontariato attivo, cosciente dell’interesse sociale ed economico del progetto, nel rispetto delle culture locali esistenti, che consente il tempestivo trasferimento di tecnologie, tecniche, esperienze e conoscenze avendo come fine ultimo la rivitalizzazione delle migliori energie dei giovani rimasti nelle aree interessate per consentire loro di animare la comunità attraverso la gestione imprenditoriale dei tanti “beni comuni” presenti”.

Ancor più concretamente, sposando i principi del “fare rete”, manager e titolari delle più prestigiose società di consulenza giuridica e manageriale e fondi di investimento presenti in Italia metteranno a disposizione tutto il necessario per condividere l’analisi di modelli di business innovativi, fondati sulla partecipazione attiva dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni presenti nei diversi territori, proponendo investimenti diffusi nelle filiere della ricostruzione di beni e servizi pubblici, nella valorizzazione economica del patrimonio culturale, artistico, paesaggistico e agricolo di queste zone.

Start up, progetti di impresa, programmi di sviluppo – spiega ancora Fora – troveranno il contesto ideale per far fiorire, attraverso la facilitazione dell’interazione collettiva e lo scambio di saperi, la partecipazione di personalità del mondo della cultura, della scienza, dell’impresa e aiutare la popolazione a costruire il presente lavorando dall’interno, invece di aspettare passivamente gli aiuti – ancorché importantissimi – che arrivano dall’esterno.

“6.3 Impact Hub”, sulla base delle esperienze di Fondamenti, si concentrerà nella promozione di smart community, nella rigenerazione dei territori e delle comunità montane e periferiche attraverso interventi di redesign territoriale, nella promozione di infrastrutture economiche alternative e di azioni di empowerment e repower, perché la “ri-costruzione” può diventare straordinaria opportunità di “costruzione” virtuosa, improntando alle teorie e alle pratiche più avanzate le soluzioni progressivamente messe in campo”.

Numerosi i soggetti invitati a diventare partner del progetto: da persone fisiche “influencer” nei vari comparti dell’economia, dell’Università, delle istituzioni e del mondo bancario a enti locali e nazionali, finanziarie pubbliche e private, realtà associative comunitarie, associazioni di volontariato, diocesi, enti di promozione. Tra le adesioni raccolte, principalmente su scala nazionale, ci sono Fondazione Enel Cuore, Banca Prossima, Intesa San Paolo Innovation, KPMG, Deloitte, i fondi di investimento Amundi e Oltre Venture (specializzato in social impact), gli studi legali Elexia e Orrick, IndoSuez (management e fondo di investimento Equity-SGR), Berker Capital, Safea Impact (primofondo d’investimento italiano specializzato in impact investment), SICI (Fondo Sviluppo Centro Italia), Gepafin e Invitalia. (416)

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Written by Gilberto Scalabrini