Dal nostro inviato GILBERTO SCALABRINI

1FOLIGNO – E’ diventato l’argomento del giorno. Si parla di un’umiliazione choc, per la quale serve subito chiarezza. Quel  maestro supplente finito sotto inchiesta, non è certo quello del libro Cuore di Edmondo DeAmicis. Quel maestro sì che dedicava tutto se stesso e ogni sua energia all’istruzione dei suoi alunni e non  cercava esperimenti sociali.

Oggi, i genitori del bambino nigeriano offeso dal maestro presenteranno dai Carabinieri la denuncia contro l’insegnante. Sono assistiti dall’avvocato Silvia Tomassoni. Intanto, ha subito aperto un’inchiesta l’ufficio scolastico regionale, diretto da Antonella Iunti. A far luce sul caso sarà anche la magistratura. La dirigente scolastica, Ortensia Marconi, da sempre vicina al mondo cattolico, pur confermando per l’incredibile episodio, si è trincerata dietro il silenzio, in attesa che  vengano resi noti gli esiti dell’indagine.

La garante dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Umbria, Maria Pia Serlupini, dal canto suo parla di un episodio «che se confermato sarebbe gravissimo, soprattutto perché avvenuto a scuola, luogo come ha avuto modo di dire il presidente della Repubblica Mattarella, “di crescita, di incontro, di conoscenza reciproca, dove si sperimenta il senso civico”.

Intanto, il bambino oggi non è andato a scuola. Si è chiuso in un comprensibile isolamento psicologico per la bufera che ha sollevato la vicenda. Lui è l’unico bambino di colore della classe.

In questa indignazione, non facciamo di un’erba un fascio. Il maestro è stato giustamente sospeso, in attesa di accertare tutta la verità, e il presunto caso di razzismo è sicuramente un episodio isolato. Almeno ce lo auguriamo. La città è stata sempre disponibile ad accogliere l’altro, gli ultimi.

Ci sono, inoltre, tanti maestri e maestre che restano scolpiti nella memoria degli alunni, perchè le loro doti umane sono simili a quelle della mamma. Il caso Foligno lascia tutti sgomenti se le parole che ha pronunciato l’insegnante (ha chiesto scusa in trasmissione a “Porta a Porta” ai genitori e alla scuola) sono state: “troppo brutto” per essere guardato in viso. Quel maestro, Marco Bocci, laureato in antropologia, si è difeso da Vespa a “Porta a Porta”, affermando che si è trattato di un equivoco e che non sono state nemmeno quelle le parole usate”.

Comunque siano state le parole, è stato un fatto grave e vergognoso, che ha offeso il mondo della scuola e la società civile. Soprattutto quando il maestro afferma che si è trattato di una sperimentazione didattica sociale, mentre stava parlando di shoah e integrazione. Una sperimentazione fuori dai canoni, all’insaputa dei genitori e della scuola stessa. Quel bambino nigeriano che ha messo alla gogna, è nato a Foligno e parla anche un po’ il dialetto folignate. I suoi genitori sono in città da 17 anni e il bimbo frequenta, insieme alla sorellina più grande, la scuola elementare di via Monte Cervino.

  (140)

Share Button

Written by Gilberto Scalabrini