1FOLIGNO – Ogni anno in Italia oltre 250 mila persone vengono colpite da malattie neoplastiche ed il percorso di presa in carico della persona si articola in visite e controlli periodici necessari per un’adeguata cura della persona. Da qui l’idea, da parte dell’Associazione “Donne Insieme”, di apportare un contributo affinché gli utenti in attesa di visita oncologica possano essere messe nelle condizioni di sentirsi il più possibile Persone e non semplici numeri progressivi.

2Il progetto “Persona” si propone quindi di sostituire i numeri con simboli quali fiori, pesci, piante, spezie, colori, pietre preziose, con i quali la Persona verrà chiamata dal personale sanitario, una volta arrivato il suo turno per incontrare l’oncologo che la guida nel percorso di cura. Nel Day Hospital Oncoematologico dell’ospedale “San Giovanni Battista” di Foligno, in cui è stato sviluppato tale progetto, operano sei medici (quattro oncologi e due ematologi). Da qui i sei simboli che li identificano.

“La Persona in attesa di visita, a seconda del simbolo associato all’oncologo/ematologo di riferimento, diventerà un fiore, un pesce, una pietra preziosa, una spezia, un colore” – spiega il Dr. Franco Santocchia, responsabile della Direzione Medica del “S. Giovanni Battista” di Foligno. Il progetto è stato realizzato dagli alunni del Liceo Artistico di Foligno guidati dalla professoressa Masciotti. Sono stati creati dei cartoncini plastificati su cui è stato disegnato il simbolo e i relativi contenitori in legno dove i cartoncini verranno riposti.

Nei giorni scorsi, presso il Day Hospital ospedaliero, i ragazzi del Liceo Artistico, accompagnati dai loro insegnanti ed accolti dal personale sanitario e dalla direzione medica, hanno consegnato il lavoro realizzato.

 

 

“Lo scopo – prosegue il Dr. Santocchia- è di promuovere l’umanizzazione del reparto e delle cure, mettendo al centro la Persona e l’attenzione alla Persona nella sua totalità, fatta di bisogni psicologici e relazionali. Le crescenti acquisizioni in campo tecnologico e scientifico, che permettono oggi di trattare anche patologie una volta incurabili, non possono essere disgiunte nella quotidianità della pratica clinica dalla necessaria consapevolezza dell’importanza degli aspetti relazionali e psicologici dell’assistenza”. (231)

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Written by Gilberto Scalabrini