Convegno nazionale sabato 23, alle ore 16, all Rocca Flea

1GUALDO TADINO – La comunicazione generalizzata e l’affermarsi, sempre più capillare, del linguaggio dei nuovi media stanno mutando radicalmente la nostra cultura artistica. Numerose sono le iniziative tenute e promosse in questi anni e molteplici le prospettive che vi si assumono, dalla critica sistematica all’apologia celebrativa. Questo convegno sull’Attualità dell’arte Italiana degli anni ’90 tenta, invece, di dislocare la questione, indagando soprattutto quei presupposti teorici e operativi che hanno consentito la diffusione del nuovo stile comunicativo dell’arte degli anni ’90.

Rileggendo in modo originale il pensiero e soprattutto le pratiche artistiche di quel decennio, emerge una dimensione ontologica contaminata e disseminata, in cui le nostre concezioni abituali dello spazio e del ruolo dell’arte contemporanea devono essere completamente riviste, nel senso dell’attualità di allora per adesso e nel senso del presente per allora. Chi sono stati i protagonisti di quegli anni? Proprio con loro abbiamo parlato di euforia e di crisi delle società artistiche, della questione dei contenuti e delle conseguenze, che già si vanno delineando sulla nostra vita sociale e nel mondo dell’attuale lavoro artistico, degli ostacoli allo sviluppo delle relazioni estetiche, di informazione on line, del rischio esclusione e della necessità di definire regole europee e mondiali per una rete nata libera, ma che ora è diventata uno sterminato campo di conquista.

Questo convegno si pone nello stesso tempo come un modello storiografico inusitato e come il bilancio di un’esperienza storica singolarissima e probabilmente ineguagliabile nella sua varietà e unità. La vocazione dialogante e storica di Attualità dell’arte italiana degli anni ’90 si cimenta qui coi tempi lunghi di un decennio, con quella che oggi si chiama la macrostoria e che permette di privilegiare i tratti fondamentali e permanenti su quelli accessori e transeunti. Nessun decennio del ‘900 ci aveva mai dato, in Italia o altrove, una storia di questo genere e di questa latitudine, presupponente esperienze in campi così diversi, da quello disegnativo, pittorico, concettuale, orale, performativo, post-situazionista, politico, economico e soprattutto mediale.
E nessuno storico, se non una memoria espansa di analisi dei linguaggi artistici e linguistica dei media e che fosse insieme antropologia e semiologia, avrebbe potuto oggi concepire un disegno unitario di storia dell’arte sub specie sermonis, nei limiti di tempo segnati solo dalla pratica artistica degli anni ’90. È messa qui a frutto storiograficamente l’esperienza dell’arte degli anni ’90, che ha radici lontane e non è un tributo alla moda o alla teoria dell’artistar. Nel tempo che viviamo il cammino della lingua artistica degli anni ’90 – e della società, delle sue ricerche, delle autostrade informatiche – non ci appare più smisurata e irreversibile. Con il decennio ’90, si è presi in questa grande corrente, che si fa man mano più stretta e rapida e ci trasporta sul filo dei millenni. In un momento di crisi della storia, e non solo dello storicismo, questo convegno è una originale proposta storiografica a venire e una coraggiosa risposta a leggere meglio il presente. (153)

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Written by Gilberto Scalabrini