I controlli nel palazzo di Via Adriatica ex area De Megni

1PERUGIA – Polizia di Stato con diverse volanti, carabinieri, polizia municipale e due mezzi dei Vigili del Fuoco per l’ennesimo blitz all’interno del palazzo di via Adriatica lasciato in stato di abbandono e di occupazione abusiva da parte di persone che non hanno un tetto sotto cui ripararsi o di delinquenti che ormai poco altro hanno da asportare di quanto è rimasto all’interno degli appartamenti. D’altra parte sono state rubate anche le chiavi di accesso agli appartamenti conservate e incustodite in un armadietto della struttura in legno sede degli uffici vendita dell’impresa costruttrice. I Vigili del Fuoco intervenuti erano dotati di un sofisticato meccanismo per l’apertura dei portoncini, tutti in legno massello e blindati a dimostrazione dell’eleganza e del valore dell’edificio. Il valore giorno per giorno diminuisce anche perché gli intrusi hanno portato via di tutto; dal rame che rivestiva le travature esterne degli attici, ai fili degli impianti elettrici, alle porte interne,alle applique interne ed esterne e così via.

Nel precedente e recentissimo blitz erano state sorprese 7 persone all’interno della struttura, in questo del 16 aprile una sola persona, sembra con regolare permesso di soggiorno, lavoratore ma, evidentemente, senza fissa dimora.

Quest’ultimo blitz e la consistenza dell’impegno delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco dovrebbe essere uno stimolo in più, oltre alle pressioni e al malcontento degli abitanti di Ponte S.Giovanni in genere e di quelli della zona di via Adriatica in particolare, per sollecitare la definizione di uno stato di degrado che costituisce un vero e proprio invito per delinquenti e ospiti indesiderati a peggiorare lo stato e il valore di un palazzo costruito con materiali e con criteri architettonici di particolare pregio che avrebbe dovuto, e speriamo diventi ancora, un simbolo positivo ed elegante di via Adriatica, una strada importante come via d’accesso principale a Ponte San Giovanni per chi giunge da Roma.

Nel frattempo ci sono da fare dei ringraziamenti particolari alle vere e proprie “sentinelle” di via Adriatica, cittadini e operatori commerciali, attenti a segnalare alle forze dell’ordine e alla stampa movimenti sospetti e danni intorno e all’interno di quella che doveva essere una temporanea recinzione di cantiere e che invece è diventata un segnale di degrado e di abbandono che gli abitanti della “Città etrusca dei Velimna” non meritano. (199)

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Written by Gilberto Scalabrini