2CITTA’ DI CASTELLO – Nelle sale della nuova Biblioteca di Città di Castello è stata consegnata la Rosa d’Argento a Monica Bellucci, una delle attrici italiane più famose al mondo, simbolo di eleganza, fascino e indiscussa bellezza. La cerimonia di premiazione è stata condotta dalla giornalista Manuela Marinangeli, in presenza del direttore artistico del Premio Guido Chiodini, che ha organizzato l’incontro in collaborazione con il Comune di Città di Castello, la presidente dell’Associazione Rhà Eventi Annunziata Giacchi, il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta e l’Assessore alla Cultura Michele Bettarelli. Il Premio Rosa dell’Umbria, che nasce nel 2005, è una manifestazione di arte varia durante la quale viene conferito un importante riconoscimento a personaggi Umbria o che gravitano nella Regione, che si sono particolarmente distinti nei propri settori di appartenenza.

1In Monica, diva del nostro tempo, è stato individuato da Guido Chiodini il personaggio giusto a cui consegnare il “Premio al Cinema” con la seguente motivazione: “per la capacità di dare vita a personaggi che sanno trasmettere sensazioni ed emozioni, spesso molto intense, rilevando in ruoli diversi professionalità e coinvolgimento nelle situazioni interpretate.”. Nell’edizione del Premio dedicata alle donne, (ndr. per sensibilizzare ancora di più l’opinione pubblica intorno al delicato e drammatico tema del femminicidio domenica 25 novembre 2018 è stata inaugurata una panchina rossa in Viale Mezzetti, nei pressi della stazione ferroviaria di Foligno, realizzata dall’associazione Rha’ Eventi) la consegna della Rosa d’Argento a Monica Bellucci è stata la perfetta conclusione di un anno di eventi, iniziati nell’estate del 2018 con la consegna del “Premio Rosa dell’Umbria alla televisione e alla fiction” al regista della serie televisiva “Il commissario Montalbano” Alberto Sironi.

Durante l’incontro di ieri Monica Bellucci, che sempre con grande gioia ritorna nella sua terra natia, ha ricevuto anche una targa ricordo dal Sindaco e dall’Assessore alla Cultura, per poi concedersi alle domande dei giornalisti e alle tante richieste di foto ricordo.

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Written by Gilberto Scalabrini