L’anniversario della Liberazione ad Assisi con il vice premier Luigi Di Maio e i ministri della Giustizia Alfonso Bonafede e dell’Ambiente Sergio Costa. Il sindaco Proietti: “Lavorare tutti insieme per un futuro di pace”. L’assessore Pettirossi: “Un messaggio forte per difendere i valori della Costituzione”

1ASSISI – Una festa del 25 aprile speciale, di grande emozione, affollata di autorità e cittadini, si è svolta a Santa Assisi degli Angeli dove nel primo pomeriggio c’è stata la commemorazione di Giovanni Becchetti, un giovane di 35 anni ucciso da una squadra di fascisti per aver difeso un amico che aveva apposto all’occhiello della giacca un garofano rosso, simbolo del partito socialista.  Dopo l’inaugurazione della targa il corteo verso il Monumento ai caduti in piazza Martin Luther King dove è stata deposta una corona d’alloro in memoria di chi ha sacrificato la vita per la democrazia dell’Italia.

2Una cerimonia per ricordare i valori della libertà e della pace, per non dimenticare la resistenza delle forze partigiane contro il fascismo e l’occupazione nazista. Davanti alla targa dedicata a Giovanni Becchetti il sindaco di Assisi Stefania Proietti ha sottolineato l’importanza della Festa della Liberazione: “Un intero Paese ebbe la forza di unirsi in nome dei valori della democrazia e della libertà. Da quell’indomito coraggio è nata la nostra Repubblica, da quell’unione di intenti di tante sensibilità, da quella forza d’animo di un popolo che superò la paura della repressione e della morte, è nata, dopo pochi anni, la nostra Costituzione, in cui tuttora è scritto il futuro dell’Italia”.

3Il primo cittadino ha poi ringraziato il consiglio comunale che all’unanimità lo scorso 27 settembre, su iniziativa del consigliere Fabrizio Leggio, ha approvato l’iniziativa dell’apposizione della targa dedicata a Giovanni Becchetti. E ha voluto anche ricordare l’opera degli assisani riconosciuti Giusti tra le Nazioni per aver aiutato e salvato 300 ebrei dallo sterminio nazista e il riconoscimento della medaglia d’oro al valore civile consegnata nel 1994 alla Città di Assisi. “Oggi siamo qui – ha affermato ancora il sindaco Proietti – per ricordare il nostro concittadino, ma anche per onorare i nostri caduti e soprattutto condannare con forza ogni guerra, ogni spargimento di sangue innocente che inevitabilmente ne consegue. La nostra Costituzione condanna il fascismo e afferma che l’Italia ripudia la guerra. Ed è alla responsabilità delle nostre Istituzioni che, come cittadini italiani, affidiamo, oggi più che mai, il compito di disegnare un futuro di pace, nel nostro Paese e nelle scelte politiche internazionali, condannando senza esitazione ogni strage di innocenti che la guerra porta con sé”.

4L’assessore comunale Simone Pettirossi che si è interessato della ricerca storica relativa al caso di Giovanni Becchetti, ha rilasciato una dichiarazione a margine della cerimonia: “È con emozione che oggi inauguriamo questa targa. Al di là delle differenze, infatti, questa targa unisce tutti coloro che credono nei valori fondanti della Repubblica Italiana: la libertà, la democrazia, la pace.  Valori che nascano dalla Resistenza, dal coraggio e dal sacrificio di persone con idee politiche anche molto diverse fra di loro (socialisti, popolari, comunisti, azionisti, repubblicani e pure alcuni monarchici), ma unite nella lotta contro la dittatura e il nazi-fascismo. Le prime giunte comunali di Assisi seppero superare gli steccati e voltare pagina rispetto alle violenze della dittatura e della guerra, ricostruendo la città ferita e collaborando per il bene comune.

5Oggi, ancora una volta, dalla nostra città, simbolo di dialogo e di pace, può partire un messaggio forte e chiaro di unità, rivolto a tutti coloro che vogliono difendere i valori della Costituzione repubblicana. Questo 25 aprile sia all’insegna del dialogo, della pace, della tolleranza, della capacità di creare ponti, al di là delle divisioni politiche e ideologiche.  C’è ancora bisogno, infatti, di unire le forze per contrastare ogni forma di violenza, fascismo e intolleranza. Viva La Liberazione, Viva la Repubblica! (210)

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Written by Gilberto Scalabrini