Gli incassi netti del film saranno donati all' Associazione ProLoco Campi per il progetto "Back to Campi"

dsc_0044NORCIA – Il quinto film di Andrea Sbarretti sarà in programmazione al Politeama di Terni a partire dal 2 maggio 2019. Il racconto prende spunto da un precedente documentario di Sbarretti, dal titolo “La mia Norcia” girato un anno esatto prima del sisma del 2016. In quell’occasione sono stati intervistati un fratello ed una sorella che allevano lumache. Ecco dunque Benedetto e Stefania (i due fratelli), che nella fiction tornano a vivere insieme nell’unica casa ancora agibile. Stefania è sposata con Maurizio. Il loro figlio Pier è un fratello minore per Benedetto: lo segue e cerca i suoi consigli. Benedetto ha 57 anni e la paura di invecchiare diventa insistente. Vorrebbe recuperare il tempo perduto, lui che non si è mai sposato ed ha preferito la solitudine alla presenza fissa di una compagna.

Conosce Claudia, una ragazza molto più giovane di lui. Intanto suo nipote Pier, ha l’opportunità di andare a lavorare a Tolentino ma questo significherebbe sradicarsi dalla propria terra. Lasciare Norcia non è facile. Noi Umbri siamo un po’ come le ostriche raccontate da Giovanni Verga: siamo attaccati al nostro scoglio. Fuggire significa andare incontro a pene ancor maggiori di quelle che avremmo restando qua. Restando in un territorio martoriato dal sisma.

“In inverno le lumache chiudono l’epifragma e se ne stanno nascoste nelle intercapedini dei muri. Le temperature si abbassano, vanno sotto lo zero e loro restano lì. Molte muoiono, ma la maggior parte riesce a superare l’inverno e in primavera risorge “.
Questo dice Pier a suo zio ed è la sintesi del film. In questa frase, in un nucleo densissimo, si condensa tutta la poetica del racconto. Gli Umbri sono come le lumache; abituati a soffrire per riuscire a superare i periodi difficili. Saranno anni di fatica per i Nursini, ma con la loro tenacia saranno in grado di superarli e di tornare a far risplendere la loro Valle, come un tempo. Il terremoto del 30 ottobre 2016 non ha fatto vittime, come successe invece nel 1979. Nel film si ringrazia Giovanni Paolo II, che volle far costruire una croce sul Monte Patino, sopra Norcia, per proteggere gli abitanti da futuri eventi sismici. Che a distanza di 37 anni si sono ripetuti.

La natura, il territorio e la terra vera e propria sono i protagonisti principali del film. La natura crea, la natura distrugge. Nel 1979 il terremoto fece scomparire il Fiume Torbidone e nel 2016, la forte scossa lo ha fatto riaffiorare.
Gli incassi netti del film saranno donati all’ Associazione ProLoco Campi per il progetto “Back to Campi”. Una bella iniziativa, come quella di dedicare il film al compianto medico di Terni, dottor Nicola Bartolini. (237)

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Written by Gilberto Scalabrini