Dal nostro inviato GILBERTO SCALABRINI

calendimaggioASSISI – Te lo dicono in faccia, senza mezzi termini: «Il calendimaggio è solo nostro –mi dice un partaiolo- non è una manifestazione riesumata per turisti (come da altre parti) fa parte della vita del popolo assisiate e dei suoi sentimenti». Alla faccia del cartello che dà il benvenuto agli ospiti e ti ricorda che Assisi è “la città della pace”. In fondo, però, ne fanno un appuntamento straordinario, perché il ritorno della Primavera è celebrato secondo le antiche tradizioni pagane. Cerro, aprirsi un po’ di più a chi arriva da “fora le mura” sarebbe rispettare in pieno gli insegnamenti di Francesco. D’altronde, il Medioevo ce lo siamo lasciati alle spalle e il Calendimaggio è solo il set di un film storico, singolare per chi lo guarda dall’esterno. Non è, dunque, una manifestazione per turisti, che sono ammessi, ma non richiesti. E’ una sfida, rappresentata fra le due antiche fazioni medievali di Parte de Sopra e Parte de Sotto, in ricordo delle lunghe lotte tra le famiglie dei Nepis e dei Fiumi che insanguinarono la città fra il XIV e il XV secolo.

ascani-mostra-il-regolamentoPer noi, il più grande Presidente del Calendimaggio è stato Salvatore Ascani (nella foto). Un uomo intelligente, affabile, gentile, capace, grande mediatore e sempre rispettoso e disponibile con i giornalisti. I suoi successori non hanno saputo imitarlo e, quando lo hanno fatto, è stata una imitazione -a nostro giudizio- mal riuscita. Ma l’umana simpatia, si sa, non si compra e non è direttamente proporzionale a quanto si ostenta. Intanto, in queste sere di primavera, si sente il rullare martellante dei tamburi. Si preparano per il corteo. Ormai inizia il conto alla rovescia per assistere alla magia. Il Calendimaggio è il regalo più bello che Assisi ha fatto ai suoi abitanti. In quattro giorni (8- 9 – 10 – 11 maggio) la città si trasforma e si svolgono un’infinità di eventi e spettacoli, la cui preparazione richiede sempre un anno di lavoro e il coinvolgimento dell’intera comunità. Difficile da raccontare le scene di vita medievale, i canti, i cori, le danze, i cortei, le esibizioni di arcieri, balestrieri e sbandieratori. Tutto ha un fascino autentico, che coinvolge gli assisiati, li risveglia dall’inverno e giorno dopo giorno li accompagna alla festa.

 

 

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Written by Gilberto Scalabrini