In manette un nigeriano di 34 anni, residente a Perugia, disoccupato, con precedenti di polizia, indagato per i reati di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, tratta di persone, sfruttamento della prostituzione e violazione normativa testo unico sull’immigrazione

1PERUGIA – Nelle ultimissime ore, a Perugia, al termine di congiunta attività investigativa, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo e della Sezione Operativa della Compagnia di Perugia hanno localizzato e arrestato, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Perugia, un cittadino nigeriano, classe 1985, residente a Perugia, disoccupato, con precedenti di polizia, indagato per i reati di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, tratta di persone, sfruttamento della prostituzione e violazione normativa testo unico sull’immigrazione. Inoltre, sono stati deferiti in stato di libertà due donne connazionali, classi 1990 e 1991, entrambe con precedenti di polizia, indagate, a vario titolo, per le medesime fattispecie di reato.

cara-prostitute-1In particolare, le investigazioni hanno avuto origine dalla denuncia presentata, nel marzo 2017, da una giovane ragazza nigeriana, giunta in Italia, come tante altre, con la falsa promessa di un lavoro, da parte di una conoscente. Al riguardo, quest’ultima, le aveva riferito di avere, in Italia, un referente che avrebbe potuto aiutarla a trovare un lavoro; a tal fine, la giovane avrebbe dovuto lasciare il paese natio senza documenti, memorizzando soltanto il numero di telefono del “benefattore”, il quale, addirittura, era disposto a farsi carico di tutte le spese del viaggio.

La realtà si è rivelata, purtroppo, ben diversa dai sogni nutriti. Infatti, l’attività d’indagine, protrattasi fino al mese di giugno 2018, ha consentito ai Carabinieri di acquisire gravi e concordanti indizi di colpevolezza a carico del “benefattore” arrestato, il quale, senza scrupolo alcuno e anelando a lauti guadagni, in dispregio della dignità umana:

  • con condotte reiterate, avvalendosi della collaborazione di una delle due connazionali deferite, ha sfruttato l’attività di meretrico della denunciante, costringendola a prostituirsi in questo centro e facendosi consegnare i proventi delle sue prestazioni sessuali, nonché riducendola in condizione analoga alla servitù;
  • approfittando della condizione di vulnerabilità della vittima (giovane età, priva di mezzi di sostentamento, non in grado di comprendere e parlare la lingua italiana), ha fatto giungere quest’ultima in Italia dalla Nigeria (a mezzo di un barcone partito dalla Libia, soccorso da una nave della Marina Militare, unitamente ad altri migranti, approdata a Reggio Calabria il 6 luglio 2016), mettendo in pericolo la sua vita e inducendola a patire gravi sofferenze, tanto sulle coste libiche, prima di essere imbarcata, quanto durante la traversata;
  • si è avvalso, inoltre, della collaborazione della seconda connazionale, la quale ha agevolato lo sfruttamento della prostituzione della ragazza, accompagnandola in località Pian di Massiano di Perugia (luogo ove era costretta a prostituirsi), nonché monitorandola costantemente durante l’attività di meretricio.

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Perugia Capanne, a disposizione dell’A.G. mandante.

 

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Written by Gilberto Scalabrini