Domenica 12 maggio alle ore 17 al teatro nuovo Gian Carlo Menotti.

1SPOLETO – Professionisti operatori dell’Azienda Usl Umbria 2 in collaborazione con i volontari dell’Associazione Aglaia Onlus sono lieti di invitare la cittadinanza allo spettacolo “In punta di piedi in your shoes”, promossa nell’ambito della 18esima edizione della “Giornata del Sollievo” sotto la guida dell’arteterapeuta Lorella Natalizi, in programma domenica 12 maggio alle ore 17 al teatro nuovo Gian Carlo Menotti. Si tratta del quarto spettacolo, l’ennesimo importante appuntamento promosso dall’associazione di volontariato e dall’azienda sanitaria a Spoleto, una città da molti anni all’avanguardia in tema di cure palliative, accesso gratuito alle cure del dolore per lenire le sofferenze, innalzare la qualità della vita dei malati, garantire il rispetto della dignità e dell’autonomia delle persona.

Al termine dello spettacolo è in programma un’apericena nel suggestivo chiostro di San Nicolò per sostenere le numerose iniziative promosse nel territorio, realizzare gli scopi assistenziali del Sistema Sanitario Nazionale in tema di cure palliative e terapia del dolore, investire sempre più risorse nella formazione di tutti gli operatori sanitari e dei volontari.

Note di regia

In punta di piedi – spiega Lorella Natalizi – è uno spettacolo che attraversa un immaginario turno di notte. Il tempo del reale e il tempo del sogno s’intersecano e in questo dentro e fuori i piedi diventano alleati inseparabili. Piedi che focalizzano la realtà del dolore, quella che s’incontra ogni giorno lungo i corridoi dei luoghi di cura, piedi in grado di far bene il loro lavoro negli zoccoli della divisa dei sanitari, piedi che mettono le ali e si salvano attraverso la potenza della creatività. In punta di piedi siamo entrati nella comicità al femminile italiana. Autrici come Anna Marchesini, Paola Cortellesi ci hanno accompagnati nell’indossare scarpe e abiti in grado di dar vita a relazioni di scena bizzarre, spavalde, ironiche, commoventi. Il gioco del teatro non dimentica la fragilità, le ferite antiche, i conflitti ma in modo autentico dà forza e voce alle qualità di una professione di solito svolta con grande professionalità e nel silenzio”. (176)

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Written by Gilberto Scalabrini