Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

dsc_0058ASSISI – «Io ho cominciato così». Così come? «Dalle suore del mio paese, in Calabria», sorride Lucia Smurra, mentre festeggia le sue “nozze d’oro” con i ricami e contempla orgogliosa i tanti capolavori in mostra nella sala della Torre dell’Orologio, in piazza del comune.La torre  si staglia maestosa nel cielo terso di Assisi, vicino all’antico tempio di Minerva, trasformato nel medioevo in chiesa cristiana. La mostra resterà aperta fino al 23 maggio (dalle 11 alle 18,30 – ingresso libero) ed è un vero viaggio di Penelope che racconta il fascino antico di quest’arte fatta di gusto, dedizione, accuratezza e un pizzico di fantasia tutta femminile. Subito dopo, Lucia aggiunge: «Il ricamo è la mia passione, la coltivo dall’infanzia. Ho cominciato all’età di dieci anni. In quel periodo, per le bambine questi corsi tenuti dalle religiose erano quasi obbligatori, soprattutto per le ragazze di buona famiglia. Servivano anche a prepararsi il corredo e spianare la strada verso un buon matrimonio». Un passato che ha fatto la storia attraverso la dote e che adesso non c’è più. E’ rimasto nei ricordi delle nostre nonne e nella storia dei monasteri, dove, nella condivisione della solitudine e della preghiera, le suore si dedicano anche al lavoro.

dsc_0128Un pezzo di lino disegnato con la matita, poi il filo nella cruna dell’ago, il movimento continuo e preciso e il disegno che prende forma. Il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, visitando la mostra e complimentandosi con Lucia Smurra, ha detto: «Ci sono tanta bellezza in questi colori e tanta maestria. Io ringrazio la nostra concittadina per queste carezze di colore, tessuto, fili e…sapienza delle mani e del cuore». E’ vero, le mani che ripetono gesti semplici, umili e sapienti; che creano, intrecciano fili e tessono esperienze. Mani abili e pazienti, attente, raffinate e precise. Mani che sussurrano un mondo di donne ormai lontano, quando le case ti accoglievano con il calore di un focolare acceso, il profumo delle mele appena colte e la biancheria asciugata al sole.

dsc_0135«In quest’arte –aggiunge Lucia- sono proprio le mani a valorizzare l’opera, a proteggere le tradizioni, a saldare storia e cultura. Come ricamatrice mi piace spaziare nelle varie tecniche, soprattutto ricamo classici su lino bianco: punto intaglio, punto antico, reticello, aemilia ars, punto pieno antico, Assia, sfilature di ogni tipo, punto pittura, hardanger, punto ombra, sfilato siciliano, ricami eseguiti su tessuto di puro lino e spesso anche su seta». A chi trasmette questa tradizione? «Da molti anni la trasmetto alle mie allieve. Lo faccio attraverso corsi gratuiti che organizzo per conto del comune di Assisi. Servono a valorizzare la più alta espressione di quest’arte, in un connubio ricco di tanti significati. Mi riferisco anche alla socializzazione che riesce spesso ad agire meglio di un farmaco contro la depressione e la solitudine. Diventa uno stile di vita, legato allo stare insieme, alla mente che si allarga verso l’infinito durante il paziente lavoro fatto dal “particolare” e creato dalla bravura delle persone».

Nostalgico? «Il ricamo –spiega- non è affatto nostalgico, è qualcosa sempre nuovo, a condizione di farlo vivere di contrasti e ossimori». Lucia Smurra, assisana d’adozione, ha portato nella città serafica un bagaglio di cultura e saggezza. In mostra, per i suoi 50 anni di ricami, c’è l’orgoglio del bello delle nostre donne italiane. La nostra ricchezza più grande, che nessuno potrà mai portarci via. E mentre Lucia parla dei suoi ricami, arriva un uomo con un mazzo di tre rose rosse. Tutti sanno che, nella simbologia dell’amore, il numero 3 dato alle rose rosse  è un classico messaggio da innamorato. Sarà così? Il segreto è racchiuso in un biglietto, sigillato in una elegante busta rossa.

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Written by Gilberto Scalabrini