In consiglio ha detto che vuole valutare «in autonomia e indipendenza tutti gli elementi». Ha accusato anche un piccolo malore

marini-14PERUGIA – Dopo qualche lacrima e toni sempre accesi e parole grosse, la Marini ha respinto le sue stesse dimissioni. Parla di «condizionamenti» e di «ricatto». Forse si riferisce a Zingaretti e sottolinea che c’è stato un «accanimento terapeutico». Pertanto, vuole valutare «in autonomia e indipendenza tutti gli elementi ». Spiega che ha « agito sempre con onestà e buona fede. Magari ho fatto errori politici e umani ma ho rispettato la legge». Come a dire che c’è stato un attacco per il suo essere donna, quindi inaccettabile.

Dal Nazzareno, il PD ha accolto con un certo gelo e sconcerto questo ennesimo rinvio. Intanto, il Pd gioca la carta dei big nazionali per tirare la ‘volata’ per le elezioni del 26 maggio: i bi Paolo Gentiloni e Nicola Zingaretti sono in Umbria per sostenere la campagna elettorale del centrosinistra. Zingaretti sarà alle 17 a Foligno (Piazza della Repubblica), alle 18.30 a Perugia (sala dei Notari), alle 21 a Terni (hotel Michelangelo).

Come finirà con la Marini? Nessuno ha la sfera di cristallo. Adesso ci saranno altri 15 giorni di tempo per decidere se confermarle oppure no. Il si o il no dovrà essere ribadito nel corso di una nuova seduta che, a norma di regolamento, deve essere convocata dopo il 26 maggio, giorno delle elezioni. Questo suo atteggiamento ha fatto fare salti di gioia ai tanti candidati impegnati nella campagna elettorale, perchè avranno in mano una carta in più da spendere contro la Marini. La Presidente è stata anche colta da un lieve malore e visitata al pronto soccorso dell’ospedale di Pantalla, ma è stata subito dimessa. (307)

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Written by Gilberto Scalabrini