1PERUGIA, 20 maggio 2019 – Si è dimessa. La governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini, dopo lo scontro con il segretario del Pd Nicola Zingaretti, ha lasciato palazzo Cesaroni. Per lei, anche il capogruppo Chiacchieroni era più volte intervenuto, affinchè la Presidente tornasse a più miti consigli. Insomma, apppelli su appelli, tante pressioni anche dai consiglieri regionali,  per non compromettere la campagna elettorale.

Zingaretti in televisione, da Lucia Annunziata, aveva dichiarato, subito dopo il ripensamento della Marini (anzi il suo voto contro le dimissioni),  di essere deluso rispetto a quanto avvenuto ieri, ma ha detto di non aver mai chiesto esplicitamente le dimissioni alla Governatrice umbra. Poi, più tardi, aveva esternato che, in pieno assetto da campagna elettorale, la Marini stava facendo un danno all’Umbria e che chi trucca i concorsi deve andarsene. Parole pesanti.

Con una comunicazione Pec alla alla presidente dell’Assemblea legislativa Donatella Porzi, scrive: «Questo percorso è stato dettato esclusivamente da ragioni istituzionali, di correttezza e di rispetto per tutti i componenti dell’Assemblea, sia di maggioranza, sia di opposizione, e non certo da ragioni personali».

Poi ringrazia «per la collaborazione istituzionale di questi anni, al servizio delle istituzioni e della comunità regionale»; ai componenti dell’Assemblea legislativa e al personale di Giunta e Consiglio «che in questi 9 anni mi ha supportato con competenza, rigore e professionalità nello svolgimento del mio complesso mandato istituzionale».

La presidente della Giunta Marini (indagata nell’inchiesta sui concorsi pilotati all’ospedale di Perugia per abuso d’ufficio, rivelazione di segreto e falso), ha formalizzato così la conferma delle dimissioni “ai sensi dell’articolo 64, comma 3 dello Statuto regionale, già comunicate in data 16 aprile 2019 e discusse dall’Assemblea nelle sedute del 7 e 18 maggio scorso”.

 

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Written by Gilberto Scalabrini