Il 1° giugno presentazione del libro della Prof. Meo sulla storia dell’istituto scolastico. “Spaccato della vita collettiva pievese”

1CITTA’ DELLA PIEVE, 29 maggio ’19 – Ricostruiti in un libro i cinquanta anni di storia del Liceo di Città della Pieve. E’ in programma per sabato 1 giugno 2019 alle ore 17, presso il Teatro comunale “Accademia degli Avvaloranti”, la presentazione del volume Lucida visione – I Cinquant’anni del Liceo di Città della Pieve tra storia e futuro (Fabrizio Fabbri Editore). Scritto da Maria Luisa Meo, intende ricostruire cinquant’anni di storia del Liceo pievese che muovono dall’istituzione del Liceo scientifico nell’a.s.1968/69. Da quel momento il Liceo ha avuto un’evoluzione significativa qualificandosi come una scuola superiore di eccellenza e diramandosi negli indirizzi scientifico, linguistico e musicale.

La storia del Liceo è parte integrante della storia della città, del territorio e dell’Italia e quindi è uno spaccato significativo della vita collettiva. Questa storia riflette orientamenti e dinamiche dei tempi ed è però anche memoria viva delle tante persone che in mezzo secolo hanno lavorato e si sono formate qui, dei loro orientamenti, delle loro passioni, delle loro personalità. Così il libro traccia un percorso istituzionale e uno più soggettivo dove le voci dei dirigenti, dei docenti, degli operatori e degli studenti si combinano nella definizione di una visione d’insieme.

L’autrice, Maria Luisa Meo, è nata a Città della Pieve e si è formata presso il locale Liceo e all’Università degli Studi di Perugia. Da 34 anni insegna Lingua e letteratura inglese all’Istituto “I.Calvino”. Ha al suo attivo due pubblicazioni su cultura, politica e società pievese dal primo ‘900 agli anni ’80. Nel 2000, in occasione dell’inaugurazione del nuovo edificio del Liceo, su progetto dell’Architetto Mario Botta, la Meo ha curato una prima breve pubblicazione, Retrospettive prospettiche, un iniziale bilancio sul contributo offerto alla comunità da questa istituzione scolastica. (53)

Share Button

Written by Gilberto Scalabrini