Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

3BEVAGNA, 1 giugno 2019 – Visitare oggi Bevagna significa ritrovarsi in un luogo magico: non è più il paese agricolo di una volta, bensì un borgo turistico. Lo sottolinea con forza, in conferenza stampa, il primo cittadino, Annarita Falsacappa, affermando con orgoglio che «il Mercato delle Gaite ha cambiato il volto della cittadina». C’è anche un turismo didattico, che riempie di voci bianche le strade di uno dei borghi più belli d’Italia. Adesso, si aspettano, per una promozione più forte, contributi regionali che ancora tardano ad arrivare. Eppure, Bevagna ce l’ha messa tutta, Le scene medioevali sono perfino apparse nello sceneggiato televisivo “Il Nome della Rosa”

cecconiPartita 30 anni fa con la sagra della porchetta, abbiamo subito voltato pagina, perchè c’era troppo stretta e la storia intrapresa ci sta portando verso l’eccellenza, il salto di qualità di una festa che rievoca antichi mestieri, come il cordaio e il canapaio, che sono sempre esistiti». In apertura della conferenza, tenuta nella sala consiliare del comune, il presidente della Gaite, Claudio Cecconi, nell’illustrare il ricco programma, ha detto che «è uno spettacolo imperdibile, come solo l’impegno di una intera comunità può produrre. Allestimenti di sorprendete verosomiglianza ammaliano il pubblico con un racconto del passato». Si inizierà l’8 giugno con il banchetto medioevale in piazza Silvestri. Si svolgerà con una settimana di anticipo, per non sovrapporsi alla Giostra della Quintana di Foligno. «Quest’anno –afferma Cecconi- ci saranno spettacoli tutti i giorni, dal 20 al 30 giugno, giorno di chiusura».

2Saranno dieci giorni di spettacoli, musica, animazione e cucina medioevale. Sarà anche presentato un libro che racconta i 30 anni della rievocazione storica. Questa anima laica di Bevagna si manifesta con passione da 30 anni. Vi partecipa tutto il popolo che, con potente impatto evocativo, torna al Medioevo, dissolvendo i lacci della condizione quotidiana e iniziando la magia che è il regalo più bello che Bevagna ha fatto ai suoi abitanti. La rievocazione dei mestieri ha un fascino autentico, difficile da descrivere, perchè l’impegno degli “attori”, giovani e meno giovani, è intenso e, nel susseguirsi delle scene di vita medievale, le quattro Gaite si sfidano in una gara tanto accesa quanto dolce di recitazione e creazioni scenografiche.

Lo conferma anche il referente scientifico, il professore universitario Franco Franceschini, il quale parla di «un’avventura collettiva del popolo bevanate, nell’alternanza di generazioni che si sono passate il testimone di padre in figlio. E’ una Bevagna creativa, un luogo di ingegni –precisa Franceschini- dove si fondano passato romamo e passato medioevale».

Fra i nuovi mestieri, la Gaita di san Giovanni costruirà una porta in bronzo ricoperta di formelle. La fusione, come avveniva nel 1200, sarà possibile vederla direttamente dai protagonisti. La porta non sarà ultimata prima di tre anni.

Per celebrare i suoi 30 anni di vita, le Gaite mobiliteranno energie nuove e tanti volontari. Si parla che ogni Gaita può arrivare fino a 180 addetti ai lavori. Durante tutto l’anno sono attive quattro botteghe: cartiera, cereria, dipintore e setificio. Il 21 giugno, sarà proiettato anche un video mapping celebrativi della manifestazione. Si rivedranno anche le scene dei primi anni del mercato. Insomma, la festa delle Gaite è tornare a vivere nel passato, rappresentato nel modo più bello, come un inno all’amore e alla gioia.

 

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Written by Gilberto Scalabrini