1FOLIGNO, 10 GIUGNO 2019 – Mentre scriviamo, in piazza della Repubblica, gremita di gente, come fosse mezzogiorno, stanno andando avanti i festeggiamenti per Stefano Zuccarini, il nuovo sindaco. L’Umbria è ormai sempre più meno rossa. La scalata della destra in una città come Foligno ha un alto valore simbolico, visto che da 74 anni si sono succedute solo amministrazioni di sinistra. Una terra operaia, contadina e del terziario che ha tirato la volata alla destra. Nella grande roccaforte rossa, dove Salvini è tornato più volte, il centrodestra forte del 38% preso dal partito alle Europee, non aveva dubbi che avrebbe fatto crollare la roccaforte.

2Dopo le inchieste che hanno travolto il Pd con sanitopoli, il voto di protesta alle comunali era quasi scontato, perchè molti si sono dichiarati delusi dalla sinistra. Stefano Zuccarini, dunque, rappresentava semplicemente un’alternativa di sinistra al pd, una “rottura sentimentale” che ha riguardato soprattutto il rapporto con la città, le periferie, i giovani, l’esercito crescente dei “dimenticati” e le nuove povertà. La chiave interpretativa del voto sta in questa frattura, precarietà e marginalità. Luciano Pizzoni ci ha provato a ricostruire il centrosinistra, ma nella mentalità collettiva prevalente c’è stata la crisi fiduciaria.

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Written by Gilberto Scalabrini