La banda ha condotto in porto, tra Umbria e Toascana, colpi iper crca 150 mila euro, sempre in maniera rapida e puntuale. Hanno però commesso un errore: usato l’auto di uno degli arrestati e i carabinieri sono arrivati al gruppo criminale

1PERUGIA, 18 giugno 2019 – Colpivano con violenza sale scommesse, gioiellerie, tabaccherie e banche tra Umbria e Toscana, per un bottino di circa 150 mila euro. Solo la perseveranza, l’acume investigativo e i sacrifici dei  Carabinieri di Perugioa, direttio dal colonneòlo Giovanni Fabi, hanno, ancora una volta, ripagato gli sforzi fatti per la tutela della legalità. Gente  senza scrupoli e bene organizzata, con una logistica in grado di indicare bersagli, spazi dove nascondere auto e attrezzature, rifornire anche di  eventuali strumenti  per mettere  a segno i colpi  in maniera rapida e puntuale. Ma un errore gli è stata  imperdonabile: in una occasione hanno usato l’auto di uno dei banditi e questo  è bastato ai carabinieri per chiudere il cerchio e arrestarli.

3Recentemente, infatti, la Compagnia di Perugia, in collaborazione con i Comandi dell’Arma di Prato e di Catania, coordinata da colonnello Giovanni Fabi, comandante provinciale dei Carabinieri, ha dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di quattordici soggetti italiani, di cui buona parte già noti alle cronache giudiziarie locali, domiciliati nell’hinterland perugino e nelle provincie di Prato e Catania, indagati, a vario titolo, per i reati di rapina aggravata, sequestro di persona, porto illegale di armi e lesioni personali aggravate. Sono stati tutti arrestati tranne uno che si è sottratto alla cattura ed è attualmente ricercato. Tra gli indagati anche un medico. Il sodalizio criminoso era capeggiato da un uomo titolare di un’agenzia di investigazioni privata che fungeva da basista e da regista, nonché anche vari dipendenti dell’agenzia stessa.

2Le investigazioni -è stato spiegato durante òa conferenza stampa- traggono origine da un episodio criminoso avvenuto, nel marzo 2018, a Corciano (PG), località Ellera, ai danni di un cittadino italiano il quale, mentre stava depositando presso una cassa continua l’incasso della giornata, è stato aggredito da due soggetti con volto travisato i quali, anche mediante l’utilizzo di spray orticante, l’hanno rapinato dell’intera somma di denaro. Le conseguenti e articolate indagini condotte ad ampio raggio, in primis dalla Stazione Carabinieri di Corciano e protrattesi per circa cinque mesi, hanno consentito di accertare, grazie anche all’attività di natura tecnica posta in essere sin dalle prime fasi investigative, l’esistenza di due gruppi criminali, gravitanti rispettivamente nell’area toscana e nella provincia di Perugia, dediti alla commissione di reati contro il patrimonio e, in particolar modo, di rapine consumate in danno di esercizi commerciali e istituti di credito.

Durante l’esecuzione delle citate ordinanze, sono stati infine rinvenuti e sequestrati presso i domicili dei destinatari delle misure restrittive vari oggetti collegati all’attività delittuosa sopra descritta, tra cui: due coltelli di genere proibito, un machete, una cassaforte sigillata e due noccoliere.

Al termine delle formalità di rito:

  • Otto dei quattordici destinatari totali sono stati tradotti presso le Case Circondariali di Perugia, Prato e Catania;
  • Altri cinque sono stati invece collocati presso i propri domicili in regime di arresti domiciliari;
  • Un indagato si è sottratto alla cattura ed è tuttora attivamente ricercato.

 

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Written by Gilberto Scalabrini