1ORVIETO, 25 GIUGNO 2019 – L’incontro con don Fabio Rosini e la XXIII Marcia della Fede da Bolsena a Orvieto, alla vigilia della Festa del Corpus Domini, hanno chiuso l’edizione 2019 del Festival Internazionale Arte e Fede. Il tema di quest’anno, il filo conduttore sul quale si sono dipanati i 12 appuntamenti in programma, annunciava già di per sé nel titolo qualcosa di importante, un’attenzione e una tensione fortemente esistenziali: “Conversioni: desideri e (in)decisioni del cambiamento”. Partendo dall’incontro di spiritualità con padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte in Firenze, passando per l’anteprima del Film “Solo Cose Belle” e attraverso il sapiente e lirico umorismo di Giovanni Scifoni, fino ad arrivare al dono dell’inquietudine di don Fabio Rosini, gli eventi in programma hanno segnato un campo aperto di “conversioni”, che ognuno ha potuto e potrà liberamente intraprendere o meno, nel tentativo di “svoltare” e dare un senso alla propria vita.

Padre Bernardo Gianni

Padre Bernardo Gianni

Perché, al dunque, non esiste una sola conversione, come sarebbe facile pensare: quella spirituale o religiosa di chi non crede e che ad un certo punto della propria esistenza trova o ritrova la via della fede. La conversione è un gesto quotidiano, intimo, che spetta a tutti e coinvolge soprattutto la sfera dei desideri, gli elementi intellettuali, emotivi e volitivi della propria persona. La conversione non è solo l’impegno di un periodo dell’anno, ma un rinnovamento costante di sé, a partire dalle proprie abitudini, dalle molte e a volte troppe certezze acquisite. In questo contesto, il Festival si è aperto con il messaggio universale del film di Wim Wenders “Papa Francesco, un uomo di Parola”, presentato da Mons. Dario Edoardo Viganò che, attraverso il linguaggio dirompente fatto di gesti e di parole di Papa Francesco, ha letteralmente evangelizzato i cuori degli spettatori. Per proseguire poi con l’introspezione psicologica, sul filo dell’obiezione di coscienza e del libero arbitrio, nei profondi e misteriosi dialoghi dei due personaggi dello spettacolo “Colloquia”, racconto di storia veramente vissuta che portò al patto salvifico di “Orvieto città aperta”.

3Ritornando poi alla commedia, “Solo cose belle” di Kristian Gianfreda, la realtà semplice e profetica di una casa famiglia di don Benzi che converte lo sguardo dal pregiudizio e dagli stereotipi, guidandoci in un mondo ai margini in cui tutti sembrano “sbagliati” o “difettosi”, ma in realtà sono solo davvero umani. Così come nell’incontro con Costanza Miriano, giornalista e scrittrice popolare e controversa, che sempre sul tema della famiglia, e in particolare quella cristiana fondata sul matrimonio, ha posto il luogo naturale della vocazione e della conversione quotidiana. Anche nel recentissimo film “Diec, il miracolo di Illegio” di Thomas Turolo si è potuto assistere alla rinascita di un’intera comunità, del suo senso socio-culturale e religioso, che si rinsalda attorno a un momento condiviso di bellezza e che, attraverso la passione per l’arte di due sacerdoti e la finalizzazione condivisa di un progetto, riesce a trasformare un intero territorio, diventando paradigma di speranza.

Gli eventi del Festival Arte e Fede – ha commentato il direttore artistico Alessandro Lardani – hanno cercato di provocare domande anziché dare risposte, per suscitare liberamente desideri, emozioni, idee e (in)decisioni di cambiamento, in un processo di conversione che è poi lo stesso attraverso il quale si realizza l’Eucaristia: la sostanza del Corpo di Cristo prende il posto della sostanza del pane. In questo senso la Festa del Corpus Domini rappresenta una festa provocante, perché ci trasforma e il Festival ha voluto che lo fosse altrettanto culturalmente.”

Come nel docu-film “Segni” dove i miracoli eucaristici, più che un fenomeno soprannaturale, rappresentano piuttosto una cesura tra un prima e un dopo, un avvenimento che non lascia più uguali a prima, trasformando un intero popolo da spettatore in testimone.

In questo senso – ha concluso Lardani – Orvieto e Bolsena sono due luoghi segnati (cioè trasformati dal segno) e due comunità privilegiate che possono testimoniare insieme la loro fede. Il Festival vuole proseguire questo dialogo, avviandosi alla prossima quindicesima Edizione e continuando a coinvolgere le Istituzioni, i cittadini e il pubblico per celebrare un giubileo annuale di Arte e Fede. Tutti gli ospiti intervenuti, in questi anni, hanno respirato qui un’atmosfera unica accettando il nostro invito e rendendo queste città ancora più uniche. Questo può continuare a generare bellezza, speranza e nuove opportunità per le famiglie e per il nostro Territorio, in base alla generosità e alla capacità di accoglienza che sapremo coltivare.”

Da 15 anni (contando anche l’edizione Zero) sotto la direzione artistica di Alessandro Lardani, il Festival è organizzato e promosso dall’Associazione Culturale Iubilarte, in stretta collaborazione con il Comune di Orvieto – Assessorato alla Cultura e con la Diocesi di Orvieto – Todi, con il sostegno del Capitolo della Basilica Cattedrale e dell’Opera del Duomo di Orvieto, della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, del Comune di Bolsena, della Basilica Santa Cristina, di Vittoria Assicurazioni, di BCC Umbria Credito Cooperativo, del Gal Trasimeno-Orvietano con il patrocinio della Provincia di Terni, della Regione dell’Umbria, della Conferenza Episcopale Umbra e dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana.

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Written by Gilberto Scalabrini