1FOLIGNO, 9 LUGLIO 2019 – Irresistibile, magica taranta. Neanche il caldo è infatti riuscito a scoraggiare i tanti, tantissimi – c’è anche chi ha dovuto rinunciarci –, che domenica hanno raggiunto il San Domenico di Foligno per “Un Pizzico di Taranta”. Un’entusiasmante festa della musica, un annunciato sold-out a firma Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, unico ente sostenitore, e Amici della Musica che ne hanno curato direzione artistica e organizzazione. Una bella conferma per “Classica d’Estate”, appuntamento tra i più attesi in città, che ha scelto per l’edizione 2019 il “classico” della tradizione popolare del Sud, portata in scena dall’Ensemble Le Tre Meno Un Quarto, musicisti di indiscusso talento che hanno acceso l’entusiasmo del pubblico con una scaletta di pezzi noti e amati. Immancabili Tamurriata Nera, Cicerenella, con una puntata nel Lazio, per l’altrettanto celebre Sora Meneca.

“Dovete lasciarvi andare – è stato l’invito dei musicisti –. Questo concerto va seguito con il cuore. Non sono sonorità colte, vengono dalla terra. Bisogna viverle con passione.”. E il pubblico non si è fatto pregare, assecondando la magia di uno spettacolo intessuto sull’energia atavica di pizziche e tarante affidate alla voce e al violino di Nicoletta Salvi, tra l’altro accattivante narratrice nei divertenti botta e risposta con Antonio Merola, voce, tamburi a cornice, percussioni – entusiasmo per il suo assolo! -, e alla chitarra di Jaime Seves. Applausi a scena aperta anche per la Compagnia di Danze Etniche Istòs che ha portato sul palco con la fisicità vorticosa delle danze del meridione, Franca Tarantino, figura tra le più autorevoli a proposito di tradizioni, danzatrice, studiosa, psicoterapeuta, ricercatrice.

Impossibile restare fermi. “Un pizzico di Taranta”, concerto colto e popolare insieme, ha stregato l’Auditorium, coinvolgendo il pubblico nell’intreccio magico, nel ritmo incalzante di tarante, pizziche e tarantelle proposte in versione “classica” o rivisitata. Incalzante come le percussioni e le castagnole salentine – le nacchere –, antichi strumenti nelle mani delle bravissime danzatrici Maria Albertone, Nicoletta Grande e Alessandro Calabrese. Quest’ultimo protagonista in chiusura di concerto di uno dei pezzi clou della serata, la Pizzica di Santu Paulu, che lo ha visto danzare e insieme suonare l’organetto a due bassi. Auditorium alle stelle con un doppio bis che ha visto artisti e pubblico cantare e ballare insieme. Nonostante il caldo. (659)

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Written by Gilberto Scalabrini