2AMELIA – 7 agosto 2019 – Si compone di foto e documenti, in particolare articoli di giornale dell’epoca, la mostra sul ritrovamento dei resti della statua del Germanico di Amelia. L’esposizione, con il materiale illustrato, ripercorre i giorni in cui, durante alcuni scavi, vennero alla luce dal sottosuolo i pezzi di quella che oggi è il reperto archeologico più noto di Amelia e quello a cui tutta la comunità locale è più affezionata. La mostra, aperta da maggio e che chiuderà il 31 agosto, si trova al centro culturale Il Granaio ed è stata organizzata da Donatella Bonanni con il patrocinio del Comune e del comitato per le celebrazioni del Bimillenario della morte del Germanico. Le foto e gli articoli ricordano ciò che avvenne il 3 agosto del 1963 quando, durante dei movimentati scavi per la costruzione di un mulino, in un’area non molto distante dalle mura megalitiche e da Porta Romana, una ruspa riportò alla luce numerosissimi frammenti di una statua bronzea di grandi proporzioni. Il ritratto, di altissima qualità, consentì di identificare poi in Nerone Claudio Druso Germanico, principe della famiglia Giulio-Claudia, il personaggio rappresentato.

1“La mia idea, subito accolta dal Comune – dice Donatella Bonanni – è nata dalla volontà di riportare alla memoria i primi passi del Germanico. Ho rintracciato i privati che avevano tutto questo materiale ed ho allestito con essi questa mostra che sta ottenendo un ottimo successo”. “La statua del Germanico – dice l’assessore alla cultura Federica Proietti – oggi è importantissima per il suo alto valore artistico e per la rarità delle opere in bronzo di età romana giunte fino a noi. Siamo orgogliosi di poterla esporre al museo archeologico della città e di poterne fare un importante veicolo turistico e culturale per Amelia e per il suo territorio. Germanico è anche un elemento identitario della nostra comunità”. La mostra, aperta in Via Garibaldi, è visitabile tutti i gironi dalle m11 alle 13 e dalle 17 alle 20. La domenica solo dalle 11 alle 13. (123)

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Written by Gilberto Scalabrini