1FOLIGNO, 26 AGOSTO 209 – L’Associazione Amici dell’Abbazia di Sassovivo comunica che sabato 14 settembre 2019, alle ore 17.00, si terrà l’inaugurazione dell’intervento artistico Simmetrie non euclidee dell’artista visivo, attore e regista Julian Janowski, allestito nell’affascinante area monumentale dei SS Cipriano e Giustina e nell’Oratorio di San Sebastiano di Campello sul Clitunno, in Viale delle Fonti del Clitunno 8, lungo la SS3 Flaminia. L’intervento artistico, realizzato con il sostegno ed il patrocinio del Comune di Campello sul Clitunno in collaborazione con l’Associazione Amici dell’Abbazia di Sassovivo e con il Club Unesco Foligno e Valle del Clitunno, si compone della mostra personale ed installazione site specific Simmetrie non euclidee -che verranno presentate dal direttore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia Emidio de Albentiis e che resteranno visibili dall’8 settembre al 13 ottobre- e della performance Ultime parole che per l’ultima volta hanno bisogno di stesse di e con Julian Janowski, che verrà presentata dal critico cinematografico e teatrale Roberto Lazzerini sabato 14 settembre, alle ore 21.00, all’interno della chiesa romanica dei SS Cipriano e Giustina, con replica domenica 22 settembre, sempre alle ore 21.00.

In occasione dell’inaugurazione è inoltre previsto un intervento di Jennifer Scappettone -poeta, professoressa di Letteratura presso l’Università di Chicago, traduttrice, artista- che presenterà alcune liriche visive postpastorali tratte dal suo libro The Republic of Exit 43 concepito come una raccolta di Georgiche per una discarica nelle periferie della New York del ventesimo secolo (sottotitolo: Outtakes & Scores from an Archaeology and Pop-Up Opera of the Corporate Dump). Le poesie, costruite a mo’ di partiture musicali, contengono tra l’altro significativi riferimenti a Virgilio, e indirettamente al Clitunno, e rivelano una singolare affinità stilistica e formale con il lavoro di Julian Janowski, esito di una comune concezione anti-euclidea della linearità.

Le opere in mostra, appositamente scelte per dialogare con gli edifici storici che le ospitano, sono caratterizzate da superfici poligonali ripetute e scalate in sequenza frattale e riflettono un raffinato approccio morfologico basato sulla libera elaborazione dei volumi, ottenuta anche grazie all’inserimento di dettagli dissonanti che ne corrompono il rigorismo estetico. Si tratta di un metodo di indagine creativa molto personale che altera le figure geometriche di partenza, le frammenta, le decostruisce in modo arbitrario restituendole alla tridimensionalità.

L’effetto è per certi versi assimilabile ai risultati formali tipici della tradizione tecnica dell’origami, volutamente privati però dell’equilibrio compositivo, del preciso calcolo numerico degli elementi, delle simmetrie canoniche. L’artista sottopone infatti lo spazio pittorico a sorprendenti allungamenti, torsioni, schiacciamenti, curvature per restituire figure topologiche complesse sul filo di una lunga ricerca concettuale volta a studiare le regole che producono la forma più che la forma stessa, riscrivendo i consueti codici euclidei. L’esplorazione del confine tra piano fisico e astrazione dell’immagine, una costante del lavoro di Janowski sia come artista visivo che come uomo di teatro, sottende anche la composizione fotografica Autoriflessione su un martirio creata per l’Oratorio di San Sebastiano -pregevole ex voto del XVI secolo che conserva affreschi dello Spagna, situato nei pressi della chiesa dei SS Cipriano e Giustina- in cui l’anatomia topografica del proprio volto assume carattere di emblematica drammaticità.

La performance -o, meglio, “pittura scenica” – Ultime parole che per l’ultima volta hanno bisogno di se stesse è basata invece su tre frammenti di testi rispettivamente di Hermann Hesse, Meister Ekhart e Samuel Beckett e confronta lo spettatore con una straordinaria qualità di presenza, un modo specialissimo di esistere hic et nunc dell’attore sul palco. Ciascun frammento ha una forza immanente così estrema da poter funzionare autonomamente e rappresentare tanto l’essenza psicoanalitica di Hesse quanto quella teologica di Eckhart e quella filosofica di Beckett. L’azione teatrale è depurata del superfluo ed anche i gesti sono ieraticamente espressi, con il massimo di intensità nel minimo di attività, come fossero gli ultimi che per l’ultima volta hanno bisogno di se stessi.

L’iniziativa costituisce il primo frutto del progetto di collaborazione culturale recentemente avviato tra il Comune di Campello sul Clitunno e l’Associazione Amici dell’Abbazia di Sassovivo anche nel segno del comune inserimento tra i siti che compongono la “Fascia Olivata Assisi-Spoleto” -denominata nel 2018 Paesaggio Storico di rilevanza mondiale dal programma GIHAS(Globally Important Agricultural Heritage Systems) della FAO, e candidata al riconoscimento come Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’UNESCO- e della designazione rispettivamente a MONUMENTO TESTIMONE DI UNA CULTURA DI PACE, ricevuta nel 2010 dall’Abbazia di Sassovivo da parte del Programma UNESCO Heritage for a Culture of Peace di Parigi e dalla Federazione Italiana Club e Centri Unesco (FICLU) in seguito alla candidatura presentata dal Club Unesco Foligno e Valle del Clitunno, e a Patrimonio Mondiale dell’Umanità ricevuta nel 2011 dal Comune di Campello sul Clitunno dall’UNESCO.

Si segnala infine che l’intervento artistico Simmetrie non euclidee è incluso nel programma della XV Giornata del Contemporaneo -ovvero l’appuntamento annuale che apre ufficialmente la stagione dell’arte contemporanea, promosso dall’Associazione dei Musei di Arte Contemporanea in Italia (A.M.A.C.I.) in collaborazione con il MIBAC- che avrà luogo in tutto il territorio nazionale sabato 12 ottobre 2019. (171)

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Written by Gilberto Scalabrini