Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

1PRECI, 26 agosto 2019 – E’ tornato a far girare le sue macine in pietra il vecchio mulino di Preci, uno dei borghi della Valnerina ferito dal terremoto del 2016. Un borgo immerso nella natura, circondato da una bellissima vegetazione che tra poco si tingerà di rosso, offrendo ai visitatori la possibilità di ammirare uno dei paesaggi più caratteristici della zona, dove si trova anche l’Abbazia di sant’Eutizio, anch’essa distrutta dal sisma. Il vecchio mulino a palmenti è stato inaugurato domenica dal sindaco Massimo Messi. C’era molta gente a far festa a questo monumento che si erige a memoria di quella civiltà rurale che ha resistito a lungo alla modernità, ma che pure aveva bisogno di strumenti ingegnosi per la trasformazione dei prodotti della terra. La macina è collegata all’albero di trasmissione ed ai suoi cucchiai di legno: sfruttando l’energia idraulica del fiume Campiano quando il grano raggiunge il cosiddetto polverizzatore grazie ad un cono e, successivamente, passa attraverso le ruote in pietra dura, si spigiona una potente forza che causa la rottura dei chicchi di grano e la conseguente espulsione. La macina adesso girano a scopo dimostrativo e ricorda la professione importante dell’epoca passata, come appunto quella del mugnaio.

2Il cimelio si trova a ridosso del castello di Preci ed è considerato un vero gioiello dell’ingegneria del XVIII secolo. Ha funzionato per la produzione della farina e di altri cereali fino a circa 50 anni fa. Oggi il vecchio mulino è anche la  sede del centro informazione turistica ed è un prezioso elemento di archeologia industriale. Colpisce anche l’assoluta armonia tra il mulino e l’ambiente circostante: un percorso verde che, per gli amanti della natura, dà una risposta concreta alla valorizzazione del territorio.

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Il sindaco Massimo Messi

Il sindaco Massimo Messi

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Written by Gilberto Scalabrini