Aldo Tracchegiani: "Pronto a dare battaglia politica senza risparmio".

ospedale-2ORVIETO, 29 agosto 2019 – Da Aldo Tracchegiani – Cambiamo Umbriariceviamo e pubblichiamo:  In una regione che disponeva, un tempo, di un servizio sanitario considerato fiore all’occhiello del Centro Italia e ora travolto e distrutto dall’inchiesta giudiziaria denominata “concorsopoli”, la situazione in cui versa la sanità orvietana grida a dir poco vendetta. Innanzitutto è intollerabile e inspiegabile la battuta d’arresto subita dai concorsi per il personale medico. Ciò premesso, quella che manca è una visione moderna del ruolo che un ospedale come quello orvietano deve rivestire. Sto parlando della cura tempestiva dei malati acuti, a cominciare da situazioni di ictus cerebrale, infarto miocardico e altre condizioni la cui soluzione positiva è strettamente correlata ai tempi di intervento. Un ospedale come quello di Orvieto deve essere pensato e strutturato per far fronte a necessità simili, nella consapevolezza che la sanità pubblica si fonda su sistemi integrati mutuati dalla sanità anglosassone, con un sistema di rete in cui nel raggio di qualche decina di chilometri deve essere possibile trovare strutture adeguate a qualsiasi tipo di necessità.

Ed è proprio questo il tasto dolente. Orvieto si trova a 80 chilometri dalle più vicine emodinamiche, vale a dire Terni e Perugia. Addirittura il capoluogo è collegato da una strada che costeggia il lago di Corbara, più simile a un sentiero medievale, mentre la terza città della regione nonché sede della Asl competente, Foligno, dista addirittura 100 chilometri. Inutile soffermarmi su quanto influiscano in maniera negativa i tempi di trasferimento nel caso, ad esempio, di un’angioplastica coronarica primaria, terapia di scelta dell’infarto, per la quale il protocollo suggerisce il tempo limite di un’ora tra l’insorgenza dei sintomi e il lettino di emodinamica. E’ ovvio che questo limite non può essere rispettato se il paziente parte da Orvieto.

La situazione di squilibrio delle risorse nella quale versa questa parte della nostra regione, dovuta a scelte politiche datate e mai riformate sulla base dei progressi della medicina moderna, deve cessare immediatamente. Il territorio dell’Umbria Ovest non può restare sguarnito di emodinamica, poiché i cittadini colpiti da questa patologia acuta dispongono di un trattamento che non ha la stessa tempestività degli altri corregionali. A ciò si aggiunga il fatto che l’ospedale di Orvieto serve, per accordi interregionali, oltre al comprensorio orvietano anche una larga fetta di comuni dell’Alto viterbese, per un totale di circa 80mila utenti, e non i 40mila che qualcuno, in buona o malafede, vorrebbe far credere: appare dunque evidente la necessità, non più rimandabile, di dotare questa fetta importante di popolazione delle medesime terapie di cui beneficiano gli altri contribuenti.

Ultima considerazione, ma non certo in ordine di importanza: l’intera organizzazione dell’ospedale deve essere riformata dalle fondamenta. Le liste d’attesa si allungano in maniera esorbitante non tanto per la mancanza di personale in ospedale, ma per lo smantellamento progressivo della medicina del territorio operato negli anni sin dai tempi del ministro Bindi. Ritengo, come medico e come esponente politico, che la medicina del territorio in aree come quella dell’orvietano vada rafforzata e non dismessa, onde evitare di aggravare il peso del numero delle prestazioni sull’ospedale, il quale dovrebbe invece potersi concentrare sugli acuti.

Il centrodestra è chiamato, in Umbria, a farsi carico di un duro lavoro in ogni ramo dell’amministrazione pubblica, a cominciare proprio dalla Sanità che un valore e un diritto irrinunciabile per ogni nostro corregionale, senza alcuna distinzione tra chi vive nei centri più grandi e chi in quelli periferici. La medicina del territorio, che sia pubblica ambulatoriale o privata in convenzione, deve essere il filtro alle liste d’attesa, in grado di riportarle a livelli compatibili con la tempestività necessaria per una diagnosi e una cura. Su questo sono pronto a dare battaglia politica senza risparmio: per Orvieto ma anche per tutta la nostra Regione.

 

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Written by Gilberto Scalabrini