Dal nostro inviato GILBERTO SCALABRINI

raspa-2ASSISI, 2 settembre 2019 – Quest’anno non erano molti i cavalieri della storica cavalcata di Satriano. Appena 14 (compresi 4 agenti della Polizia a cavallo), un numero esiguo rispetto a qualche anno fa, quando partivano da Rivotorto in 150. Tanti arrivavano anche da molto lontano,  dalle regioni Puglia, Lombardia, Piemonte, Marche e Toscana. Tutti con la fede nel cuore per ripercorrere a cavallo i luoghi che videro l’ultimo viaggio di san Francesco. Davvero pochi, dunque, e speriamo che non vada interpretato come un segnale negativo, per il futuro della bella rievocazione storica. Certo, occorrono cavalli ben preparati e allenati a percorrere molti chilometri e non tutti  sono all’altezza di affrontare percorsi lunghi e impervi. Ieri pomeriggio, intorno alle 18, sotto un cielo plumbeo che minacciava pioggia, la piccola carovana ha attraversato, con il suo suggestivo tambureggiar degli zoccoli dei cavalli,  piazza del Comune fino a  giungere alla chiesa di santa Chiara, nella piazza omonima. Quando si sono messi in viaggio  sabato scorso, c’era il sole, poi hanno trovato la pioggia lungo il cammino, ma nessuno si è arreso. Hanno raggiunto prima la frazione di San Giovanni di Collepino a Spello, salutati dal sindaco Moreno Landrini, poi il drappello, guidato dal conestabile Giovanni Raspa, ha toccato il territorio di Valtopina, dove ad accoglierli c’era il primo cittadino Lodovico Baldini, infine i chilometri di duri, quelli verso Nocera Umbra.

3cavalcata-2019Sotto la pioggia, Raspa ha stretto la mano e consegnato la pergamena della pace al sindaco Giovanni Bontempi. Subito dopo lo stallaggio dei cavalli alla alla bandita Ciellini, dove hanno pernottato anche gli uomini e una amazzone, Maria Emilia Ceppi, coordinatrice del gruppo. Domenica mattina hanno ripreso il cammino di ritorno a buon ora fino a tornare in Assisi, come avvenne nell’estate del 1226, quando riportarono a casa, da Bagnara di Nocera, San Francesco, gravemente ammalato e quasi cieco. Un vero percorso di fede, lungo quasi cento chilometri e coperto al passo, al trotto e  al galoppo, valicando boschi, forre, sentieri, letti sassosi di torrenti, cascine e agglomerati di pietra.

2«Nel messaggio di pace consegnate ai sindaci dei tre territori -spiega Raspa- è formulato l’augurio che i cavalieri e tutti coloro che vi assistono al nostro passaggio si facciano operatori di pace». Ad ogni tappa, tanti applausi, foto, sorrisi e braccia che si allungavano e mani che agitavano fazzoletti al passaggio della bella carovana. Commovente anche l’omaggio floreale alle Clarisse, che hanno atteso l’arrivo dei cavalieri sul sagrato. (79)

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Written by Gilberto Scalabrini