Due articolate e complesse indagini dei Carabinieri hanno portato all’individuazione del responsabile di una serie di furti in abitazioni, chiese cimiteri dell'Umbria e della Toscana. Arrestato 44enne. I colpi in Umbria a Perugia, Assisi, Corciano, Castiglione del Lago, Umbertide. Denunciate 8 persone per ricettazione
Il maggiore Marco Vetrulli. comandante della compagnia di Assisi

Il maggiore Marco Vetrulli. comandante della compagnia di Assisi

PERUGIA, 18 settembre 2019 – I Carabinieri del Comando Provinciale di Perugia, precisamente dei Nuclei Operativi e Radiomobile delle Compagnie di Città di Castello e Assisi e della Stazione di Umbertide, in collaborazione con i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia, coordinati dalla Procura della Repubblica del capoluogo umbro, hanno portato a termine due articolate e complesse indagini, convergenti in un unico procedimento penale, che si sono concluse con l’individuazione del responsabile di una serie di furti, perpetrati in danno di abitazioni e luoghi di culto in Umbria e in Toscana con la denuncia, in stato di libertà, di ulteriori otto persone per ricettazione.

INDAGINE “SCRAMBLER”

1I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Assisi, nel maggio 2017, hanno avviato una complessa ed articolata indagine, supportata anche da attività tecniche di intercettazioni telefoniche e telematiche. L’attività d’indagine, denominata “SCRAMBLER” dal nome del modello di una delle due moto storiche asportate in una abitazione di Santa Maria degli Angeli, che ha interessato i territori delle provincie di Perugia ed Arezzo, scaturisce dalla presentazione di una denuncia di furto da parte di un cittadino assisano, a cui erano stati asportati numerosi monili in oro, due moto antiche, un triciclo ed una bici dei primi dell’800. Nel mese di novembre del 2017, militari della Compagnia di Assisi rinvenivano e sequestravano in un capannone industriale di Bastia Umbra una delle due moto antiche ricercate, ossia una Moto Guzzi modello Falcone Sport, già pronta per essere reimmatricolata a nome del titolare del capannone in cui era stata ritrovata; il titolare, pertanto, era poi stato deferito per riciclaggio e falso, unitamente ad una antiquaria di Santa Maria degli Angeli che, qualche mese prima, gliel’aveva venduta per una cifra intorno ai 10.000 euro.

L’azione dei Carabinieri è proseguita in quanto venivano raccolti ulteriori elementi d’indagine da cui emergeva che l’antiquaria succitata, qualche mese prima della vendita della Moto Guzzi rinvenuta, aveva venduto anche l’altra moto ricercata, ossia una Ducati Scrambler; inoltre, si veniva a conoscenza che entrambe le moto le erano stata portate nel suo negozio di Santa Maria degli Angeli, dall’ex marito, quarantaquattrenne, già noto per episodi analoghi, dimorante in Umbria da anni. Proprio in quest’ultima direzione sono state avviate, nel mese di giugno 2018, le ulteriori investigazioni, supportate da una complessa attività di intercettazione telefonica, oltre che da attività diretta (osservazione, controllo e pedinamento, perquisizioni, sequestri, ecc.) che hanno permesso di conseguire un duplice risultato: l’individuazione della persona a cui era stata venduta, dagli ex coniugi, la Ducati Scrambler; l’evidenziazione di altre condotte delittuose del pregiudicato resosi responsabile, senza dubbio, di almeno tre furti in abitazione perpetrati in Assisi, Magione e Tuoro sul Trasimeno, della ricettazione di numerosi beni ecclesiastici e di importanza storico/archeologica, nonché di svariate insolvenze fraudolente e truffe ai danni di albergatori e persone del luogo.

Nel corso della intercettazione di una telefonata intercorsa tra l’antiquaria (agitatissima per la perquisizione che si stava eseguendo presso la sua abitazione da parte dei carabinieri di Assisi, disposta dall’Autorità Giudiziaria) e l’ex marito, si documentava come la medesima fosse preoccupata per la sorte dei figli, esternando la volontà di raccontare la verità agli investigatori, ossia di avere venduto la moto ricercata ad un antiquario di Perugia; il marito riusciva, nella circostanza, a dissuaderla, assicurandole che “nella peggiore delle ipotesi, avrebbe beccato una denuncia”. Il costante monitoraggio delle utenze telefoniche in uso al pregiudicato sardo e all’ex moglie, hanno portato a ricostruire tutti gli spostamenti dell’uomo, ed allo stesso tempo hanno permesso di identificare, grazie ai numerosi contatti telefonici rilevati, i ricettatori compiacenti, coinvolti nella fitta rete di attività illecite messe in atto dai coniugi.

L’analisi successiva all’ascolto delle migliaia di telefonate intercettate ha portato gli investigatori ad eseguire una serie di mirate perquisizioni presso quattro antiquari della Provincia di Perugia ed uno della Provincia di Arezzo, individuati quali diretti acquirenti dei beni provento di furto venduti loro dal pregiudicato ed al tempo stesso è scattata, nei loro confronti, la denuncia in stato di libertà per ricettazione. Le perquisizioni hanno portato al rinvenimento e al sequestro di oltre 100 oggetti, costituiti da beni ecclesiastici, opere d’arte, dipinti ed oggetti antichi (tra cui dipinti della nota artista OSMIDA, opere in marmo e bronzo del noto scultore assisano ROSIGNOLI, due dipinti su tela del ‘700 raffiguranti due stazioni della via crucis); beni del valore di oltre 100.000 euro, che si è accertato essere provento di furti perpetrati in danno di chiese, cimiteri, ville ed abitazioni ubicate nelle zone di Città di Castello, Umbertide, Montone, Resina, Assisi, Magione e Tuoro sul Trasimeno. Su parte dell’ingente refurtiva recuperata si sta ancora procedendo al riconoscimento da parte di coloro che hanno subito i furti.

INDAGINE “CHIESE SICURE”

L’attività d’indagine, condotta dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia, congiuntamente ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Città di Castello e della Stazione Carabinieri di Umbertide, prende avvio e si sviluppa dal trascorso mese di maggio sino all’esecuzione dei provvedimenti del luglio 2019.

La stessa, che ha interessato i territori di più comuni delle provincie perugina, aretina e senese, trova avvio in seguito alla denuncia di furto, presentata dal Parroco della Chiesa della Collegiata di Umbertide, Monsignor Don Pietro VISPI, dalla quale erano stati rubati alcuni pregiati manufatti di natura devozionale contenenti preziose reliquie di Santi. Gli accertamenti, immediatamente avviati, hanno portato ad individuare, grazie alle immagini ricavate da una delle telecamere di sorveglianza e alle notizie fornite da un testimone oculare, il presunto autore del furto, il quarantaquattrenne L.G., noto pregiudicato di origini sarde residente da anni in Umbria. Gli approfondimenti sui movimenti dell’uomo, sia nei giorni precedenti il furto di Umbertide (attraverso riscontri tecnici), che nel periodo immediatamente successivo con tradizionali attività d’indagine, di osservazione, controllo e pedinamento, hanno portato gli investigatori a trovare ulteriori importanti riscontri anche in relazione ad una serie di furti, perpetrati prevalentemente in danno di luoghi di culto, avvenuti a partire dal precedente mese di marzo, per arrivare ad intrecciarsi con la parallela attività d’indagine, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Assisi, che già stavano “monitorando” l’indagato.

Le varie risultanze operative, confluite in un unico filone investigativo proseguito e condotto sotto la direzione dell’Autorità Giudiziaria perugina, hanno portato ad eseguire una serie di mirate perquisizioni a carico di vari soggetti, nei confronti dei quali è scattata la denuncia, in stato di libertà, per ricettazione, individuati quali diretti acquirenti di beni provento dei furti o di intermediari intervenuti nella compravendita. I provvedimenti, eseguiti oltre che in Umbria anche in Toscana e nelle Marche, hanno permesso di recuperare un ingente quantitativo di refurtiva per la quale si sta ancora procedendo al riconoscimento da parte di coloro che ne avevano subito l’illecita sottrazione. A conclusione della complessa attività l’Autorità Giudiziaria, concordando con le risultanze investigative raccolte congiuntamente dai vari Reparti coinvolti nell’indagine, ha emesso un’Ordinanza di Custodia Cautelare nei confronti del responsabile dei furti, eseguita agli inizi di settembre.

La brillante conclusione dell’operazione conferma, ancora una volta, l’importanza della sinergica collaborazione che caratterizza le strutture investigative dell’Arma attraverso le proprie componenti Territoriale e Specializzata.

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Written by Gilberto Scalabrini