Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

1FOLIGNO, 26 settembre 2019 – Il rapinatore del Tigre di via Carso, è un pluripregiudicato di 34 anni, nulla facente, nativo del sud ma residente a Foligno da diverso tempo. E’ rinchiuso nel carcere di Spoleto con l’accusa di rapina consumata e tentato omicidio. E’ stato catturato nell’appartamento poco distante dove abita in affitto. Aveva già lavato maglietta e pantaloni. Anche il coltello da cucina, co il quale ha inferto ben 5 fendenti al marito della cassiera, era stato lavoro e riposto fra le stoviglie. I Carabinieri sino giunti a lui, dopo aver seguito le tracce di sangue che li hanno portati prima in un parcheggio vicino al supermercato, poi all’ingresso e al pianerottolo di un palazzo. Qui hanno bussato e trovato il malvivente che aveva già le valige pronte per svignarsela da Foligno e tornare al sud. Pensava che l’avrebbe fatta franca. Forse era anche sotto l’effetto degli stupefacenti, ma per il momento sono in corso gli accertamenti del caso.

Il maggiore Alessandro Pericoli Ridolfini

Il maggiore Alessandro Pericoli Ridolfini

Con carabinieri e Polizia che ha collaborato nelle indagini, si è congratulato il generale comandante della legione Umbria, Massimiliano Della Gala. I carabinieri, infatti, hanno chiuso il cerchio intorno al malvivente nell’arco di un’ora e mezza. Al marito 50enne della commessa, che aveva tentato di intervenire quando il rapinatore ha chiesto, sotto la minaccia del coltello, l’incasso della giornata, è andata di lusso. La lama del coltello si è fermata a pochi centimetri dalla giugulare. Se il fendente fosse stato più in alto, l’uomo non sarebbe ancora in vita. Nella conferenza stampa di oggi, tenutasi presso la compagnia Carabinieri di Foligno e alla quale ha partecipato anche il commissario dott. Mazzola, del commissariato di PS, il colonnello comandante del nucleo investigativo, Antonio Morra, ha sottolineato anche la collaborazione dei cittadini e l’acume investigativo dei reparti.

3Il maggiore Alessandro Pericoli Ridolfini, ha chiarito meglio anche le modalità della rapina. Il giorno 21 settembre, intorno alle ore 20, giunge sul 112 la chiamata di intervento in via Carso, dove si è consumata da pochi secondi la rapina. Un equipaggio del nucleo radiomobile, giunge sul posto a sirene spiegate in due minuti e mezzo. Sul pavimento trova tracce di sangue dell’uomo accoltellato, il marito della cassiera. I carabinieri raccolgono, nella concitazione di chi ha assistito alla rapina, le testimonianze. Il marito della commessa, che ha tentato di dissuadere l’uomo che aveva il volto travisato da un berretto e un paio di occhiali scuri, è stato subito immobilizzato dal delinquente che lo afferrato con un braccio da dietro e con la mano destra ha vibrato le cinque coltellate. Nessuna profonda, ma avrebbero potuto ucciderlo. Quando gli investigatori hanno perlustrato la zona antistante il supermercato, hanno trovato altre tracce di sangue che andavano oltre, fino a giungere alla casa del malvivente.

L’azione di Carabinieri e Polizia è stata veloce e ha dato subito la risposta che tutti si aspettavano: manette al criminale che, nella sua terra d’origine, avrebbe già compiuto altre rapine con il coltello. Ispezionando e perquisendo l’appartamento di 150 metri quadrati (dive pare vivesse da solo), hanno trovato tracce ematiche sui vestiti e in terra. Il rapinatore, infatti, si era ferito a sua volta e, per tamponare il sangue dal braccio sinistro aveva usato dello schoc. Il pluripregiudicato, pur residente a Foligno da molto tempo, non era mai saltato alla ribalta della cronaca nera. E’ stata ritrovata anche la cassa del supermercato che si era portato via, ma non è stato ritrovato il danaro di 500 euro. (115)

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Written by Gilberto Scalabrini