Bilancio positivo per la manifestazione che si è conclusa domenica. Il presidente dell'Ente Giostra: "Protagonisti il territorio e le sue tradizioni"

san-geminiSAN GEMINI, 16 ottobre 2019 – La 46° edizione della Giostra dell’Arme di San Gemini è terminata ed è il momento di fare le considerazioni finali per questo evento che è ormai un appuntamento fisso per l’intero territorio, nonché punto di riferimento per migliaia di appassionati visitatori. Basti pensare che quest’anno nell’intero periodo della manifestazione, ben 16 giorni, le presenze hanno sfiorato quota 150 mila.
“Quella appena conclusa – afferma il presidente dell’Ente Giostra, David De Santis – è stata un’altra edizione di grande successo: una Giostra che cresce e che appassiona il pubblico con una miriade di manifestazioni, culminata nell’appassionante sfida finale che ha visto vincitore il rione Piazza, dopo una gara combattuta fino all’ultima tornata. Gli obiettivi che ci eravamo dati, sono stati tutti raggiunti con un lavoro di squadra encomiabile, permeato da spirito di sacrificio ma anche da grande passione, premiato dalla soddisfazione per il successo ottenuto.

46-giostra-arme-san-gemini-palioOltre alla riuscita dell’evento in termini di organizzazione e di pubblico, si è raggiunto l’intento, per noi molto importante, di rendere questa nostra festa strumento di riqualificazione e valorizzazione del territorio. Giusto il tempo di goderci e festeggiare insieme la meritata buona riuscita della manifestazione e già iniziamo a prepararci per l’edizione 2020 con il grande carico di energia ed entusiasmo raccolto da questa edizione, sostenuti da passioni intense e da una comunità forte che si lega ogni anno di più attorno a questo progetto per la crescita di San Gemini e delle nostre tradizioni popolari. Nel ringraziare ancora una volta tutti coloro che hanno contribuito a questo bellissimo risultato – conclude il presidente – do appuntamento al prossimo anno dove indubbiamente ci saranno ancora più novità per non perdersi questo grande evento”. (64)

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Written by Gilberto Scalabrini