Manufattio creati a mano in ceramica e porcellana. Fino al 27 ottobre sono esposti a Perugia presso l’ex Chiesa della Misericordia. Bottonarte è il brand lanciato da Emilio Paradiso durante Eurochocolate ed in linea con lo slogan 2019 “Attacca bottone” scelto dalla manifestazione dedicata al cioccolato: “Paradiso trasforma il bottone da comune accessorio quotidiano, ad oggetto artistico veicolando competenze e saperi diversi”

1PERUGIA – Creati a mano in ceramica e porcellana, dipinti a mano o in digitale e presentati all’interno di una confezione cartonata cuciti su tela: si presentano cosi al pubblico i bottoni realizzati da Bottonarte, il nuovo brand dell’artigianato di lusso presentato da Emilio Paradiso all’interno di Erurochocolate ed in linea con lo slogan 2019 “Attacca bottone” scelto dalla manifestazione dedicata al cioccolato. Per rimandare così alla funzione non solo pratica, ma anche metaforica, del bottone e del suo tenere insieme parti separate ma non distanti. Da accessorio quotidiano a oggetto d’arte, questi particolari bottoni sono quindi in una veste inedita i protagonisti, vista l’attenzione che sta suscitando in questi giorni a Perugia, di una mostra realizzata in occasione di Eurochocolate. Oltre 600 bottoni di pregio sono in esposizione nell’ex Chiesa della Misericordia (via Oberdan) di Perugia fino al 27 ottobre.

2Lorenzo Fiorucci, curatore della mostra, racconta l’inedita esposizione: «Non è forse un caso che proprio oggi si assuma il bottone come icona rappresentativa di un’esperienza di condivisione sensoriale, come può essere quella di un festival sul cioccolato. “Attacca bottone” non è tuttavia solo e semplicemente un efficacie slogan di comunicazione, quanto piuttosto una vera e propria esortazione alla comunicazione, alla relazione, alla condivisione di sé con il mondo, evocando strumentalmente il bottone, proprio nella sua primaria funzione di tenere insieme parti solitamente distanti, ma non necessariamente separate. Unione meccanica è dunque la prima cosa che ci viene in mente pensando all’oggetto bottone, ma in una metafora più ampia questo assume il valore di unione tra “tessuti” sociali diversi, punto focale per la trasmissione di visioni, sapienze, esperienze e conoscenze tra individui, ed è anche su queste implicazioni che l’intuizione artistica di Emilio Paradiso si articola.

Egli trasforma il bottone da comune accessorio quotidiano, ad oggetto artistico veicolando competenze e saperi diversi. Se infatti esiste un fil rouge che unisce l’uomo, all’uomo lungo il corso dei secoli, questo filo passa necessariamente dalle mani dell’artigiano a contatto con la materia prima, la terra, con la sua capacità di plasmarla catturandone segreti e virtù. Si dice che prima del pane l’uomo abbia cotto l’argilla, non è dunque una scelta priva di significato che i bottoni di Paradiso siano realizzati in ceramica e porcellana, riconnettendo operativamente questo lavoro proprio al sapere più antico su cui egli innesta, in una sorta di continuità storica, le migliori esperienze artistiche della modernità.

Nell’idea di Paradiso il bottone diviene appunto supporto per immagini, capace di raccontare come in un prezioso cammeo d’altri tempi, lo spaccato della cultura visiva più recente, dipanando il complesso gomitolo della storia in un filo rosso che giunge fino ai giorni nostri. Allo stesso modo il bottone non perde le proprie caratteristiche funzionali, capace cioè di nobilitare lo stile di un abito, rifinire un tessuto, esaltate un logo, ma diviene esso stesso emblema autonomo, tanto forte da evocare immagini, sensazioni, suggestioni, ricordi. Un oggetto che nella sua essenzialità geometrica, fatta di un’immutabile, eterna semplicità e purezza formale, assume nuova centralità unendo, in una narrazione lineare, i saperi storici alla visione curiosa e bisognosa, dell’occhio contemporaneo».

Emilio Paradiso nasce a Orvieto nel 1963. Frequenta la sezione grafica della scuola d’arte, dove incontra come professore Livio Orazio Valentini, pittore, scultore e ceramista di fama internazionale. La ceramica diventa da subito l’interesse centrale della sua ricerca artistica. Frequentando il corso da torniante conosce Mastro Paolo, abile pittore orvietano che si distingue per la sua particolarità decorativa, e nel 1983 inizia con lui una collaborazione per realizzare al tornio oggetti artigianali e di design. Nel 1986 incontra Umberto Tiberi, ceramista proveniente dalla bottega dei vascellari di Ilario Ciaurro, e da lui ha l’occasione di apprendere le tecniche di riproduzione della ceramica etrusca.

Nel 2013, a Deruta, aggiunge alla sua formazione all’istituto d’arte il diploma in Arte applicata della ceramica. Poco dopo, trasferitosi a Perugia, riflette attorno a piccoli frammenti e scarti di terra cruda custoditi in una scatola e lavorati in precedenza. Inizia in questo modo a sviluppare l’idea del bottone artistico: un’idea che è stata affinata negli anni grazie a un lavoro di squadra capace di unire competenze specifiche ed eterogenee con il coinvolgimento di sapienze antiche e nuove tecnologie digitali. Nel 2019, dopo anni di disegni e ricerche nasce il “Bottonarte”, una serie di bottoni artistici realizzati e decorati a mano e in digitale, cuciti in un piccolo telaio e presentati in una elegante scatola.

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Written by Gilberto Scalabrini