Un accorato appello dei cittadini rivolto alla Pro Ponte per problemi di inquinamento atmosferico e acustico

1Perugia, 30′ ottobre 2019 – Esasperati i cittadini di Ponte San Giovanni che abitano al termine di via Primavera, proprio di fronte alla stazione ferroviaria e a ridosso del 5° binario coperto ora dalla tettoia. Una esasperazione più volte manifestata per l’inquinamento atmosferico e acustico dovuto ai vecchi locomotori diesel della Centrale Umbra (ora delle Ferrovie dello Stato) che vengono accesi intorno alle 5 del mattino e rimangono in moto per oltre 30/40 minuti per il riscaldamento dei motori prima della partenza. Uno degli abitanti ci ha detto:”Io ho dovuto rottamare la mia auto che non era a norma e comperarne una nuova, pena multe salate e sequestri. Si parla tanto di energia pulita, di inquinamento atmosferico e poi noi, (siamo diverse famiglie, senza contare gli oltre 3.800 abitanti di Pieve di Campo compresa la lottizzazione Chiabolotti, disturbata soprattutto dal rumore amplificato dalle tettoie) dobbiamo subire una situazione divenuta insostenibile. Abbiamo suggerito – prosegue il portavoce residente proprio di fronte alla stazione – situazioni alternative e cioè: il 5° binario – direzione Umbertide-Città di Castello- ha un tratto “morto”, cioè terminale, a 150/200 metri dalle nostre abitazioni. In quel tratto, a lato della ferrovia, c’è la collina ricca di vegetazione: un filtro naturale per rumore e inquinamento atmosferico. Le abitazioni sono più in alto dove i fumi di scarico e i rumori non hanno un impatto diretto come nel nostro caso. Nessuno ci ha risposto e noi siamo stanchi, esasperati e qualcuno con seri problemi di salute dovuti a questo inquinamento”

Per la cronaca due/tre anni fa fu fatto un sopralluogo mattutino da parte dei tecini ed esperti dell’ARPA che però, pur avendo riscontrato la drammatica situazione, non ha prodotto, fino ad oggi, alcuna soluzione o alcun cambiamento.

“Che dobbiamo fare? – conclude il cittadino – Occupare strade e binari? La nostra pazienza è giunta al limite di sopportazione e non è escluso che si organizzino manifestazioni o partano denunce ben precise.” (111)

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Written by Gilberto Scalabrini