Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

dsc_2259Valnerina, 30 novembre 2019 – Rivediamo le foto che parlano del terremoto.Foto che non abbiamo mai pubblicato e che inseriamo oggi in questo reportage. Siamo ritornati in Valnerina, dove molti paesi di montagna, hanno cambiato volto dopo quel 30 ottobre 2016, quando alle 7.41 un boato sconquassò la Valnerina. Il terremoto ha ferito  molti borghi, paesi che sono rimasti senza respiro. La gente li ha abbandonati.  Nelle campagne incontro uomini anziani con le mani ruvide, pieni di saggezza e grande esperienza, abituati da sempre a lottare con la terra , tra rovesci e fortune. Uomini e donne con l’infinito amore per la natura, il giusto desiderio di vivere in salute, dentro il loro mondo rurale che non conosce internet o discoteche. Eppure, questi uomini e queste donne sono stati messi in fuga dai ritardi della ricostruzione, portandosi dentro  l’amara cicatrice del sisma e le promesse da marinaio dei politici.

Terremoto: economia Norcia riparte da primi locali 'agibili'Parlo con un vegliardo che incontro ad Agriano. Il paese si trova sul versante montuoso che separa Norcia da Cascia. E’ un paese piccolo. Al momento del terremoto contava circa 25 residenti. Nonostante, la voce stridula, decisamente poco accattivante, è comunque prodigo di informazioni. Nascosto dal cappello a larghe falde, mentre fuma il sigaro dipinge senza sconti i politici e si dice rassegnato a morire nella sua casetta prefabbricata, dove la sera fa freddo. Molto freddo. “Per evitare lo spopolamento -mi dice una donna di san Pellegrino, affidandosi all’efficacia del dialetto- bisognava ripartire subito, invece ci hanno dimenticati. Siamo anziani e abbiamo perso ormai ogni speranza di ritornare nelle nostre case crollate”. Ha ragione, il Governo doveva subito varare un piano speciale per le case e un progetto di carattere economico e sociale, capace di  fare argine al più grande pericolo dello spopolamento che mina terribilmente le aree interne appenniniche.

dsc_0160I dati ufficiali confermano il 62,7% delle abitazioni nei 15 comuni del cratere  erano effettivamente occupate da residenti, mentre le seconde case o le case vuote rappresentano il 70-80% del totale; ma ci sono anche situazioni dove la gente era legata a doppio filo al proprio paese. Un viaggio in questa terra martoriata dal terremoto, è un cammino nei luoghi racchiusi in un microcosmo di belle ed aspre montagne, panorami mozzafiato, natura selvaggia, borghi medioevali incantevoli, antiche tradizioni che il tempo ha interrotto e…adesso muri accartocciati, porte che si aprono sul cielo, scale che salgono senza andare più da nessuna parte.

maxresdefault-1Purtroppo, la storia ci insegna che il terremoto è così: sovverte ogni cosa ed è imprevedibile come un fiume in piena che cambia letto e travolge tutto ciò che incontra. Cambia le cose della natura e quelle umane, cambia soprattutto l’esistenza per chi è sopravvissuto. “Qui la vita scorreva sempre uguale da centinaia di anni -racconta Giustino, 87 anni,  con gli occhi che tradiscano di continuo il dolore dovuto ai ricordi sui quali la voce spesso s’increspa ancora-  e fino agli anni 1960 la piazzetta e le strade del paese erano piena di strilli di bambini. Adesso c’ è solo tristezza”. E’ vero, verissimo! Fermarsi davanti ad una soglia deserta di una casa diroccata sembra di essere in attesa dell’uscita di un fantasma. Qui fino a tre anni ardeva un  focolare domestico. Qui i nonni nacquero e vissero, pregarono e cantarono, piansero e lavorarono. Rivediamo con gli occhi della fantasia, che hanno immortalato qualche vecchia foto in bianco e nero, la grande tavola attorno alla quale sedeva tutta la famiglia.

mura-norciaQuale speranza rimane? Marco, che vive a Preci allarga le braccia: “Come vede tutto è fermo dal 2016, devono ancora portar via le macerie, ma intanto i giovani se ne sono andati, scegliendo altrove il proprio destino. Loro si adattano ai cambiamenti, per noi anziani invece il provvisorio è un altro colpo da KO”. Chissà se si rimarginerà, visto che le macerie sono ancora qui, come viscere nude di ciò che non c’è più, poveri resti d’una esistenza sbriciolata in un istante. Tutti i paesi danneggiati dal sisma sembrano una scenografia cinematografica, una di quelle usate per girare i film western, fatte di tante costruzioni delle quali esistono solo le facciate, e dietro il nulla.

norcia-terremotoTutto è evanescente,  ma resta intimamente intrecciata con mille speranze! Fra poco sarà Natale, ma in molti borghi non si respira affatto aria di festa. Fino ad oggi il tempo è stato clemente, ma se arriverà la neve sarà dura vivere nelle casette, specie per gli anziani ai quali manca il focolare.

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Written by Gilberto Scalabrini