Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI
Ing. Michele Zappia, comandante provnciale di Perugia

Ing. Michele Zappia, comandante provnciale di Perugia

Perugia, 4 dicembre 2019 –  I Vigili del fuoco di Perugia e Terni hanno festeggiato oggi  la loro patrona, santa Barbara. Il Corpo nazionale compie 80 anni, ma loro ci tengono a far sapere che il vigile del fuoco è un mestiere vecchio quanto l’uomo. Per secoli,  infatti, carpentieri, falegnami, muratori, fabbri, maniscalchi e stagnai furono obbligati ad assumere nei vari Comuni la qualifica di Guardie del Fuoco, perché avevano attrezzi e anche coraggio da vendere per affrontare i pericoli. Poi, nel 1939, mezzi, divisi e modus operandi si unificano e sono sempre presenti dove c’è bisogno di soccorso. A Perugia, gli interventi di questi angeli con l’elmetto sono stati 15.000, poco più di 5.000 a Terni.

Ing. Maurizio Colizzi, il Trilussa dei Vigili del fuoco

Ing. Maurizio Colizzi, il Trilussa dei Vigili del fuoco

Il comandante provinciale di Perugia, Michele Zappia, ha ringraziato dopo la messa celebrata in cattedrale da Mons. Marco Salvi, vescovo ausiliare di Perugia e Città della Pieve, tutti i presenti per la significativa e spontanea partecipazione, sottolineando con forza che “è una presenza colma di affetto”. Ha poi citato un significativo dato Ispes:_ l’apprezzamento per i pompieri è dell’87,3 per cento. “Questa  è una ricorrenza ormai leggendaria – ha detto il comandante provinciale, Michele Zappia – Santa Barbara per noi vigili del fuoco e’ un culto che ci emoziona, ci fa sentire ancora i veri eroi di questo nostro mestiere. Per il resto è la ricorrenza di un anno che è passato. Santa Barbara è anche la data di ripartenza per i vigili del fuoco, un giorno in cui ci riproponiamo di andare avanti con i nostri obiettivi che sono quelli di assicurare e garantire sicurezza e disponibilità”.

3A Perugia, la giornata è iniziata presso il comando, dove alla presenza delle autorità militari e civili, è stata inaugurata una targa con tutti i comandanti che si sono succeduti dal 1939 ad oggi. Prima di scoprire la targa, molto simpatica è stata l’introduzione sugli 80 anni dell’ingegnere Maurizio Colizzi, vice comandante provinciale, il quale ha declamato una poesia scritta di suo pugno in stile Trilussa. E a ragione Colizzi, quando afferma che, nonostante i suoi 80 anni, il Corpo è sempre giovane e dinamico. I pompieri, infatti, corrono sempre dove tutti fuggono e lo fanno, ogni volta, con generosa abnegazione e straordinario impegno. Nella loro missione al servizio dei cittadini, declinata secondo un patrimonio di abilità e tecnologie in continuo affinamento, si rinnova quotidianamente un’antica tradizione di dedizione e efficienza. Nel corso della storia, si sono chiamati Guardie del fuoco prima, pompieri poi (nome che ancora resta nel nostro linguaggio familiare) e infine Vigili del Fuoco.

41Questo nome fu pensato dal poeta Gabriele D’Annunzio e la sua felice formula indica anche la funzione sempre più necessaria e richiesta: la prevenzione. Grazie alla loro prontezza, professionalità, generosità e umanità costante, i Vigili del Fuoco sono entrati nel cuore di tutti noi. In questi 80 anni di storia, hanno scritto pagine memorabili di dedizione e sacrificio oltre ogni immaginazione, e non conosce ancora i titoli di coda.   Un momento spettacolare, dopo la messa, è stata la calata di un grande tricolore dalle facciate di palazzo dei Priori.   E’ stato srotolato sulle note dell’inno di Mameli, alla presenza anche della neo presidente della Giunta Regionale, Donatella Tesei.

5Per chi guarda dall’esterno, quello dei Vigili del Fuoco sembra un Corpo ancora esclusivamente maschile, vista anche la fatica fisica e psicologica che un lavoro del genere comporta. Ancora oggi, nell’immaginario collettivo, il pompiere è circondato da un’aura di eroismo, è un po’ il guerriero del tempo antico trasportato nell’era contemporanea.  Nel mito c’è sempre qualcosa di vero, sia pure un retaggio di antiche paure come quelle dell’acqua e del fuoco e di conseguenti speranze in qualcuno che ci salvi. Da anni, questa missione non è più una prerogativa solo maschile: adesso ci sono pure le donne Vigili del Fuoco. Sono diventate una realtà, superando scetticismo e diffidenza.

6L’ingresso delle donne, in un ambiente come quello dei Vigili del Fuoco che è molto attaccato alle tradizioni e all’appartenenza, è stato un fatto quasi rivoluzionario. Queste donne, che sono figlie dei nostri tempi, sono entrate ed entrano ormai in una caserma senza dover cambiare personalità, senza rinunciare alla femminilità per essere accettate. Si fanno rispettare per il loro valore, per la loro serietà, per il modo di relazionarsi con il prossimo. Nelle emergenze vedere una donna serve anche a calmare e confortare chi vive un momento di forte tensione. Specie persone anziane.

7È ovvio che la paura c’è, per le donne come per gli uomini, l’importante è che non diventi panico. Ma la paura -chi presta soccorso lo sà- è importante per capire i propri limiti e aiutare gli altri e se stessi in sicurezza. Le donne Vigili del Fuoco non hanno bisogno di nascondersi e camuffarsi da uomini, perché sono estremamente professionali sul lavoro. E tra i pompieri è solo questo che conta.  “Il lavoro del Vigile del Fuoco -conclude Zappia- é un lavoro di squadra-famiglia e non é vero che si diventa indifferenti, che ci si abitua al dolore, di fronte ad una richiesta disperata di aiuto. I pompieri sono persone come noi. Sono le tragedie che li spingono ad una scelta estrema, di cui non si sarebbero mai creduti capaci”.

8Non solo la lotta contro il fuoco, l’acqua, il fumo, ma anche i sussulti della terra, l’aria che si fa tempestosa come uragano e gli incidenti stradali. In ogni intervento mostrano sempre la forza dell’uomo nel resistere e contrastare la natura nemica. Da uomini si fanno angeli. È l’impresa più difficile, nell’impari confronto che vede l’uomo travolto, sconfitto, e la natura violenta, irriducibile.  Eventi che in ogni istante della giornata scandiscono il lavoro e il ritmo della vita di un pompiere e richiedono non solo una grande professionalità e sangue freddo, ma anche una sconfinata umanità.

9Ed è proprio questa umanità, insieme alla passione e ai sentimenti, anche quelli più crudi, che emerge con forza dalle storie di questi uomini. Soldati sempre in guerra contro i molti nemici che il destino e la colpevole approssimazione degli uomini gli frappongono quotidianamente.   A nessuno, come a loro, dobbiamo gratitudine per ciò che impediscono e per ciò che dominano, quando ormai tutto sembra perduto.

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Written by Gilberto Scalabrini