La CISL esprime preoccupazione per la circolare della Procura regionale della Corte dei conti.

giuseppe_giordanoPerugia, 5 dicembre 2019 – Da Giuseppe Giordano coordiunatore politiche socio-sanitarie e Tullio Ostilio Moschini segretario regionale riceviamo e pubblichiamo la seguente nota. C’è un fortissimo rischio che la recente circolare della Procura regionale della Corte dei conti dell’Umbria possa avere effetti devastanti sull’intera organizzazione sanitaria regionale, peggiorando il clima all’interno dei servizi e delle strutture, con un impatto di grande allarme e preoccupazione di tutto il personale sia medico che del comparto. La circolare, infatti, ribaltando precedenti disposizioni, costringe le Aziende sanitarie, in maniera preventiva e spesso non sufficientemente motivata dagli eventi oggetto delle contestazioni, ad avviare tutta una serie di procedure di chiaro impatto negativo per l’intero sistema, venendo a minare il rapporto di fiducia che deve sempre intercorrere tra dipendenti, specie se si tratta di professionisti, ed amministrazioni di un settore tanto delicato come quello della sanità.

2Specie in Umbria dove tutto il personale, pur in presenza di un costante de-finanziamento e blocco delle assunzioni, è impegnato da anni a garantire qualità dei servizi e sostenibilità, come dimostra il fatto che l’Umbria, come Regione Benchmark, ormai da molti anni è al vertice tra le regioni più efficaci ed efficienti, ottimizzando spesa e qualità delle prestazioni. Peraltro nelle Aziende, senza il minimo coinvolgimento, sta prevalendo una interpretazione rigidamente letterale della stessa circolare. E senza attivare importanti integrazioni e/o modifiche al proprio modello di organizzazione per la gestione del rischio sanitario e garantire sicurezza nelle cure come prevede la legge Gelli, stanno procedendo, peraltro in via preventiva, ad attivare le sole procedure di messa in mora ed altre eventuali misure di carattere patrimoniale.

Meraviglia che le Aziende, anche se su sollecitazione della Procura della Corte dei conti, non tengano conto delle specifiche e recenti norme legislative che servono a tutelare, con equilibrio, tutti i soggetti interessati ad eventuali eventi avversi verificabili nel settore sanitario come anche in tutti gli altri settori dell’agire umano, come dimostrano quasi quotidianamente i fatti di cronaca.

Meraviglia che le Aziende non sappiano che, oltre ad avere diritti ad eventuale rivalsa (“solo in caso di colpa grave e dolo” che ai sensi della legge 24/2017 può accertare “solo” un giudizio presso la Corte dei conti) hanno anche e principalmente doveri verso i propri dipendenti: Art.35 della Costituzione: “la Repubblica cura formazione ed elevazione professionale dei lavoratori”; Art. 2087 del a Codice Civile:” L’imprenditore è tenuto ad adottare le misure che, secondo la particolarità del lavoro, ‘esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro; Art 9 della L. 30/1970: “i lavoratori hanno diritto di controllare l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute ed integrità”.

 

Un clima quasi di caccia alle streghe (senza preoccuparsi di accertare se le streghe esistano), non può che peggiorare lo stato dei servizi, paralizzandone l’operatività ed aumentandone anche i costi perché costringerà inevitabilmente tutti gli operatori (medici, infermieri, tecnici) ad incrementare le procedure difensivistiche.

Ci auguriamo che, per il bene di tutti, in tutti prevalga un senso di grande responsabilità ed equilibrio tale da garantire sicurezza ai pazienti, serenità in chi lavora ed uso appropriato delle risorse alle aziende. E ci auguriamo che al più presto anche questi aspetti vengano anche affrontati, congiuntamente con le organizzazioni sindacali, a livello regionale per definire percorsi unitari e possibilmente condivisi in tutte e quattro le aziende sanitarie dell’Umbria, evitando che ognuna persegua interpretazioni differenti. (210)

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Written by Gilberto Scalabrini