A cura FILIPPO MARIO STIRATI - Sindaco di Gubbio

1Gubbio, 10 dicembre 2019 – Per la prima volta in mostra e per la prima volta insieme, i Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, i Candelieri di Sassari, “Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane” Patrimonio dell’Umanità e simbolo della tradizione mediterranea, saranno al centro di una imponente installazione, che inaugura il 17 dicembre alle ore 18.00 allo Studio Museo Messina. Costruzioni monumentali, manufatti antichi, o frutto della creatività contemporanea, passeranno dunque dal clamore delle rispettive piazze in festa all’atmosfera sospesa di questa peculiare sala museale nel centro di Milano. Si tratta infatti del Museo, nella chiesa sconsacrata di San Sisto, che fu atelier di uno dei più rappresentativi maestri della scultura figurativa del Novecento, Francesco Messina. Uno spazio dell’arte “accademica” dove lo stesso homo faber è al servizio del sacro, della comunità, o della propria ispirazione d’artista e dove entreranno a pieno titolo queste opere storiche, forgiate da artigiani, architetti e scultori. Torri come il Giglio di Nola che svetterà dal piano inferiore fino alla cupola, “Spirale di Luce” che riproduce una storica Macchina di Santa Rosa, la struttura “svestita” della gigantesca Varia di Palmi sulla cui cima il giorno della festa “vola” una bambina, i Candelieri di Sassari con i loro nastri colorati e, infine, i Ceri di Gubbio, “Ceri mezzani” in arrivo dalla gloriosa “Corsa” eugubina, ricongiunta alle altre quattro feste in attesa dell’estensione della candidatura UNESCO della Rete, in corso di definizione. Alle strutture “a riposo”, private delle centinaia di corpi che le sostengono e le animano durante il faticoso percorso, rispondono le “macchine vive”, catturate nei loro movimenti vertiginosi dall’obbiettivo del regista-compositore Francesco De Melis, autore dei film in mostra, prodotti dall’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia: ogni giorno, sulla volta e sotto gli archi, prenderà vita grazie a un complesso sistema di proiezione, l’epico affresco digitale di questo straordinario trasporto.

La comunità eugubina è pronta dunque a prendere parte ad un progetto di valorizzazione e promozione culturale in un contesto straordinario quale il centro di Milano che tra qualche giorno sarà raggiunto dai Ceri mezzani e relative componenti (barelle e Santi) attualmente sotto la lente della restauratrice volontaria Rita Fumanti alla quale si inviano sentiti ringraziamenti.

I Ceri saranno montati nella loro interezza e sorretti dai Ceppi ottocenteschi esposti alle Memorie Ubaldiane.

L’Università dei Muratori ed il Comune di Gubbio, in qualità di proprietari dei beni, hanno infatti condiviso la scelta con le altre componenti della Festa di evidenziare lo “straordinario trasporto” mediante la sontuosa verticalità delle strutture pronte alla Corsa.

La mostra a cura della dott.ssa Patrizia Nardi, Responsabile Tecnico Scientifico progetti UNESCO Rete delle Macchine e di Maria Fratelli, Dirigente Servizio Case Museo e Progetti Speciali Comune di Milano con il contributo dell’antropologa Patrizia Giancotti rappresenta dunque un’ulteriore tappa di crescita di Gubbio all’interno della Rete delle Grandi Macchine a Spalla in vista di una ricongiunzione solo formale in ottica unescana.

A tal fine il prossimo 18 Dicembre alle ore 18.00 presso la Sala Consiliare di Palazzo Pretorio verrà presentato alla città il lavoro di aggiornamento della schedatura del dossier sulla Festa dei Ceri, svolto direttamente da componenti delle comunità ceraiole sotto la guida dell’antropologa Luisa Vietri coordinata dalla dott.ssa Patrizia Nardi.

L’incontro “Patrimonio culturale immateriale italiano. La comunità dei Ceri per una catalogazione partecipata e condivisa” è aperto alla città. (89)

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Written by Gilberto Scalabrini