Il vernissage a Palazzo Pietromarchi e resterà fino al 29 febbraio 2020

1Marsciano, 16 dicembre 2019 – La mostra che Marsciano dedica ad Antonio Ranocchia è stata inaugurata sabato 14 dicembre con il taglio del nastro da parte del sindaco Francesca Mele. Il linguaggio dell’anima, questo il titolo della mostra, è un viaggio dentro l’opera di uno scultore che ha trasformato in arte il suo intimo rapporto con la materia e con le emozioni umane. I visitatori possono ammirare 40 opere scultoree, tre delle quali arrivano dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, presente all’inaugurazione con Mauro Cesaretti. Esposti anche 65 disegni. A questo si aggiungono le 12 opere dell’artista allestite in esposizione permanente all’interno del Museo dinamico del Laterizio e delle Terrecotte di Marsciano e per le quali proprio nei giorni antecedenti l’inaugurazione della mostra è stato formalizzato l’atto di donazione al Comune da parte della famiglia Ranocchia.

La mostra, curata da Giovanni Zavarella e Massimo Ceccarelli, è, come ricordato dall’Assessore alla cultura Andrea Pilati, uno dei momenti di un articolato percorso promosso dall’associazione Pegaso, presieduta da Deanna Mannaioli e presenza culturale costante e importante nella vita della comunità, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, per valorizzare la figura di questo artista e, con lui, la città di Marsciano in cui è nato. Sono previsti laboratori d’arte e giornate di studio, è già stato pubblicato un catalogo delle opere ed è in fase di attivazione il Concorso Artistico Nazionale, che si rivolge a studenti e artisti, giunto quest’anno alla quinta edizione. “Un progetto ambizioso che anche il Comune ha voluto sostenere. Antonio Ranocchia – ha affermato il sindaco Francesca Mele – ridefinisce nella sua arte un legame emozionale, autentico e identitario con la cultura laboriosa che da sempre caratterizza Marsciano e questo territorio. Nelle sue sculture ritroviamo, al contempo, la solidità e la dignità proprie del lavoro manuale così come l’ariosità dell’afflato artistico”.

La mostra è visitabile a Palazzo Pietromarchi fino al 29 febbraio 2020 nei seguenti giorni: venerdì, sabato e domenica dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00; il lunedì dalle 10.30 alle 13.00. Durante le festività natalizie sarà aperta anche il giovedì dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00. Aperta martedì 31 dicembre e lunedì 6 gennaio sempre dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00. Chiusa il 25 dicembre e il 1° gennaio. Visitarla, come afferma il critico d’arte Giovanni Zavarella, “è un’occasione per confrontarci intimamente con una schietta rappresentazione dei valori umani universali. L’opportunità per riconciliarci con l’esistenza”.

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Written by Gilberto Scalabrini