E' targata BiRBA, Ateatroragazzi e Piccolo Teatro degli Instabili. In scena alcune delle compagnie più apprezzate del panorama italiano Teatro C’art, Teatro dell’Orsa e Accademia perduta/Romagna teatri

1Assisi, 16 dicembre 2019 – In attesa del Festival “Birba chi legge – Assisi fa storie”, ad Assisi, anche in inverno, non si fermano le proposte per i più piccoli. Dopo il successo dello scorso anno, alla fine di dicembre tornerà la seconda edizione della Stagione di Teatro Ragazzi, promossa dall’associazione Birba in collaborazione con Ateatroragazzi e il Piccolo Teatro degli Instabili, e con il sostegno del Comune della Città di Assisi. Proprio sul palco del suggestivo Piccolo Teatro degli Instabili andranno in scena tre spettacoli dedicati ai più piccoli (a partire dai 3 anni) e alle loro famiglie. Si inizia sabato 28 dicembre (ore 17.30) con “Rosa” del Teatro C’art, di e con Teresa Bruno, regia di Andrè Casaca. In scena una donna. Clown. Sola. O forse no. Rosa. Può una donna, sedurre, comandare, far ridere una platea, liberarsi dagli impacci e dagli impicci, giocare ad essere altro da sé, appropriarsi anche di un’energia maschile e in questo gioco continuare a divertirsi pur mantenendo una puntuale attenzione al pubblico che ha di fronte? “Rosa” è uno spettacolo che si muove sul sottile ma ben solido filo della comicità trasportando lo spettatore di ogni età in mondi nuovi, rapito dal corpo di una donna che avanza, inesorabile, esibendosi nelle sue strampalate ma coinvolgenti evoluzioni spericolate. Una serie di gag comiche, da cui emerge il lato buffo e allo stesso tempo delicato dell’essere umano. Uno show intriso di un linguaggio non verbale, un grammelot che parla a tutti.

Sabato 17 gennaio (ore 17.30) sarà la volta di “Pollicino” del Teatro dell’Orsa, con Bernardino Bonzani e Franco Lanzi, regia di Monica Morini. Una delle più belle storie di Perrault, una fiaba per vincere la paura, un sentiero di molliche di pane per entrare nel bosco, sapere chi siamo, essere forti anche quando siamo piccoli. Come Pollicino occorre ritrovare la strada di casa e, quando proprio non si può fare altrimenti, si deve trovare il coraggio di affrontare l’orco. Quando la crisi rosicchia anche i bisogni più elementari, il cibo, la casa, la scuola, bisogna vincere la paura. Perché anche i più piccoli, alti come Pollicino, possono raggiungere grandi risultati. Basta avere un cervello fino, orecchie aperte e grandi stivali fatati. Gli oggetti e gli elementi scenografici sono stati ideati e interamente realizzati con materiale di riciclo, legno, metalli, stoffe, materie plastiche, persino lampade. Sul palco, la materia ch’era perduta riprende vita, riacquista un’anima ed entra nella storia per amplificare emozioni.

A chiudere la stagione, sabato 8 febbraio (ore 17.30), sarà “Zuppa di sasso” di Accademia perduta/Romagna teatri, di e con Danilo Conti. La fiaba della Minestra di sasso si perde nelle trame del tessuto popolare. La storia narra di un viandante che raggiunge un villaggio e improvvisa un fuoco nella piazza del paese. Dopo aver chiesto in prestito una pentola, mette a bollire un sasso di fiume: la curiosità prende il sopravvento sulla diffidenza e ben presto tutti gli abitanti del posto desiderano aggiungere qualcosa, chi il sale, chi una verdura, chi l’ingrediente segreto che bolle in pentola. Nello spettacolo il posto dei personaggi umani viene preso da animali rappresentati attraverso maschere/sculture di grandi dimensioni: un vecchio lupo è il viandante, poi, galline, maiali, pecore, capre, cavalli, asini, cani portano a turno vari ingredienti e infine si ritrovano attorno a un camino in un convivio festoso. Una storia divertente che parla di come, a volte, mettendo insieme il poco di molti, si possa creare tanto per tutti.

“Pollicino” e “Zuppa di sasso” andranno in scena anche come matinée per le classi che hanno aderito ai percorsi didattici di Ateatroragazzi.

Prenotazioni: 333 7853003 – 336 795200 – info@teatroinstabili.com – info@birbachilegge.it

Siti ufficiali: www.birbachilegge.itwww.teatroinstabili.com

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Written by Gilberto Scalabrini