Assessore Morroni: ambiente tema centrale nella strategia di sviluppo di Terni e dell’Umbria

1Terni, 19 dicembre 2019 – “Il rinnovo dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale del polo siderurgico di Terni, concessa per dodici anni, contiene un quadro prescrittivo di interventi di grande valore che possono permettere un sensibile miglioramento ambientale di questo territorio, a tutela della salute dei cittadini. In modo particolare, il progetto ‘scorie’ ha forti contenuti innovativi che faranno del sito di Terni un sito all’avanguardia su scala nazionale ed europea”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente, Roberto Morroni, che questa mattina ha illustrato i dettagli della nuova “Aia”, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella Sala consiliare di Palazzo Spada, a Terni, alla quale hanno preso parte il sindaco di Terni, Leonardo Latini, l’assessore comunale all’Ambiente Benedetta Salvati, il direttore generale dell’Arpa (Agenzia per la protezione ambientale) Umbria Luca Proietti e, per il Servizio regionale Autorizzazioni Ambientali, Andrea Monsignori e Paolo Grigioni.

“L’autorizzazione ambientale – ha rilevato l’assessore Morroni – giunge a conclusione di un gioco di squadra fra vari soggetti istituzionali e che ha potuto contare su un atteggiamento costruttivo da parte di Ast. Abbiamo voluto presentarla a Terni – ha rimarcato -, per lanciare un messaggio chiaro alla città di Terni e alla comunità umbra: per la Giunta regionale la qualità ambientale rappresenta un tema centrale. Ambiente e sviluppo formano un binomio indissolubile: la tutela della salute e dell’ambiente rappresenta un’opportunità per la crescita economica e sociale. Terni – ha proseguito – può diventare un territorio dove sviluppare buone pratiche, essere di stimolo e attrazione per innovazione e ricerca. C’è la nostra volontà di fare, insieme al Comune, di questo territorio un territorio di pregio”.

“Ambiente e sviluppo possono coesistere per il bene della comunità di riferimento e la nuova Aia per il polo siderurgico va in questa direzione” ha detto il sindaco Latini, ringraziando la Regione per l’attenzione alle questioni ambientali del territorio “al centro del nostro agire – ha ricordato – in un’ottica di confronto con l’azienda e con la cittadinanza”.

Le “linee portanti” dell’Aia “per dare risposte alle richieste dei cittadini e del territorio” sono state presentate dal direttore generale di Arpa, Proietti: ulteriore riduzione dei valori limiti delle emissioni, monitoraggio in continuo delle emissioni stesse (“i cui dati sono on line a disposizione di tutti”).

“La linea d’azione principale – ha detto Proietti – è quella del progetto globale scorie, affidato alla società Tapojarvi, che nel 2021 finalmente porterà alla risoluzione definitiva dell’annoso problema delle polveri di Prisciano. L’Arpa – ha detto ancora – punta molto su Terni, come dimostra un sistema di centraline di monitoraggio dell’aria unico a livello regionale e nazionale”.

I benefici del “progetto scorie” sono stati messi in evidenza anche dall’assessore comunale all’Ambiente Benedetta Salvati: “i nuovi impianti in cui verranno trattate le scorie, al chiuso, verranno realizzati senza ulteriore consumo di suolo, riqualificando aree dismesse all’interno del sito siderurgico. Un segnale altrettanto importante dell’attenzione riservata alle tematiche ambientali”.

Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale Enrico Melasecche Germini e i consiglieri regionali Daniele Carissimi e Valeria Alessandrini.

la scheda

L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) del polo siderurgico Ast di Terni, comprendente l’intero sito siderurgico e il sito di discarica in località Villa Valle, è stata rinnovata, per 12 anni, al termine di un procedimento di riesame completato con determinazione dirigenziale del Servizio Autorizzazioni Ambientali (la n.12812 del 12/12/2019). Il provvedimento introduce un quadro prescrittivo molto articolato con il quale la Regione Umbria (autorità competente subentrata alla Provincia di Terni dal dicembre 2015), anche all’esito di istruttorie specifiche su singole tematiche condotte con le altre istituzioni coinvolte nella Conferenza di servizi (Comune di Terni, Arpa Umbria, Usl Umbria 2, Ministero dell’Ambiente) e in contraddittorio con la società Ast gestore del sito, definisce azioni ed interventi volti al miglioramento complessivo delle prestazioni ambientali.

Fra gli elementi di rilievo introdotti dal quadro prescrittivo, c’è la definizione, anche in termini di tempi di realizzazione, di un nuovo ciclo di lavorazione della scoria siderurgica, il “Progetto scorie”. Un progetto molto innovativo, unico nel settore della produzione di acciaio, per due importanti profili: il confinamento del trattamento delle scorie in ambiente chiuso e confinato, in modo da ridurre le emissioni di polveri diffuse attualmente rilasciate nell’ambiente; il recupero di metalli dagli scarti di produzione (scorie), con la conseguente riduzione della produzione di rifiuti da smaltire in discarica.

La riduzione delle emissioni di polveri diffuse è il valore aggiunto del progetto di recupero scorie.

Avrà un effetto rilevante e immediato sugli abitanti della frazione di Prisciano: le lavorazioni (metal recovery e rampa scorie) attualmente all’aperto e in prossimità delle abitazioni saranno allontanate e realizzate all’interno di un capannone esistente (da ampliare) e di un nuovo capannone delle dimensioni di 350x40x15 metri. La riduzione dei rifiuti da smaltire (minimo 25% al quinto anno) determinerà un allungamento della vita residua della discarica che altrimenti andrebbe in esaurimento tra 5-7 anni circa (attualmente sono smaltite 360.000 tonn/anno di scorie). Dall’operazione di trattamento, oltre ai rifiuti che continueranno ad essere smaltiti in discarica, si otterranno due flussi di materiali: inerti che potranno essere qualificati “non rifiuti” nel rispetto delle norme tecniche di settore (UNI-EN-14021), da utilizzare nel settore delle costruzioni sulla base della domanda del mercato; metalli da utilizzare per la produzione di acciaio da reintrodurre nel ciclo produttivo.

Queste le prescrizioni di maggior rilievo introdotte:

. Viene prescritto al gestore di presentare, entro 120 giorni, il progetto definitivo per la realizzazione della nuova “rampa scorie”, prevista in ambiente confinato; l’intervento ha lo scopo di contenere in modo significativo le emissioni diffuse (polveri) che attualmente si generano nella fase di raffreddamento della scoria liquida (processo condotto all’esterno).

  • Viene prescritto al gestore di presentare, entro 120 giorni, l’aggiornamento del “progetto scorie”, prevedendo le modalità di recupero della scoria a valle del processo di recupero dei metalli e prima del conferimento in discarica, secondo i nuovi criteri previsti dall’art.184-ter del D.Lgs. n.152/2006 (criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto – End Of Waste); l’obiettivo è quello di avviare il processo di recupero della scoria attualmente conferita in discarica e di estendere conseguentemente la vita residua della discarica stessa, riducendo progressivamente i quantitativi annui di scoria conferita.

•    Vengono estese le garanzie finanziarie anche a copertura dei costi di gestione del periodo post operativo della discarica, per 30 anni oltre la chiusura dei conferimenti, prevedendo specifiche garanzie per i costi di smaltimento del percolato e per il trattamento in situ dello stesso, per l’intero periodo di produzione, anche con il mantenimento in esercizio del presidio ambientale utilizzato per il trattamento specifico (impianto Dorr Oliver). (87)

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Written by Gilberto Scalabrini