1Città di Castello, 20 dicembre 2019 – Il legno e il ferro hanno preso nuova vita nei presepi che, all’insegna del riuso dei materiali, diffondono il messaggio d’amore della natività nella residenza municipale di Città di Castello e presso il Centro di istruzione e formazione dell’Asp Giovanni Ottavio Bufalini. Le due creazioni sono state accomunate stamattina dall’appuntamento che il sindaco Luciano Bacchetta e il vescovo monsignor Domenico Cancian si sono dati nelle sedi che le ospitano per lo scambio degli auguri con i rispettivi dipendenti.

Nel palazzo del Comune è stato Giulio Mariucci a plasmare il simbolo del Natale con sapienza artigianale e fantasia, trasformando la vecchia anta in legno di una cucina che ha un legame particolare con l’associazione degli Amici del Presepe di Città di Castello: il mobile era infatti appartenuto a Gualtiero Angelini, a cui il sodalizio è stato intitolato dopo la sua scomparsa per ricordarne l’inesauribile impegno cui fece nascere e ha fatto crescere la Mostra Internazionale di Arte Presepiale che quest’anno celebra i vent’anni di vita.

Nella residenza municipale il vescovo Cancian ha ringraziato i dipendenti comunali per il loro servizio alla città e insieme al sindaco Bacchetta ha augurato serene feste a tutti i presenti. Presso l’Asp Bufalini sono stati invece i residui ferrosi derivanti dalle lavorazioni nel laboratorio del corso di meccanica a dare forma e significato alla rappresentazione della natività, grazie alla creatività degli studenti dell’istituto che hanno lavorato con i propri docenti alla realizzazione di questa inedita idea.

Nella visita alla scuola, alla presenza del presidente Stefano Briganti e del direttore Marco Menichetti, il sindaco Bacchetta ha sottolineato l’importanza che il Centro di formazione professionale riveste per il territorio, in particolar modo per il messaggio di inclusione ed equità che da sempre ne contraddistingue l’attività. Nell’occasione il primo cittadino ha salutato con affetto Gregorio Milli, che, al termine di un proficuo anno lavorativo, ha concluso il proprio servizio civile presso l’istituto. (86)

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Written by Gilberto Scalabrini