card. gualtiero bassettiPerugia, 21 dicembre 2019 – «Il Natale, il mistero del Verbo incarnato, possa essere occasione per rimettere a frutto il dono della pace nei nostri cuori, nei nostri luoghi di lavoro, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità». E’ in sintesi l’augurio che il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti ha rivolto ai collaboratori di Curia, ai responsabili e agli operatori degli Uffici e Servizi dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, incontranti il 20 dicembre in Arcivescovado, in occasione del tradizionale scambio degli auguri natalizi. Il cardinale ha proseguito il suo intervento con uno sguardo alla società in generale: «C’è bisogno di luce per la nostra città, per il nostro Paese e, soprattutto, c’è bisogno di trasparenza da parte di tutti, cominciando da quanti hanno responsabilità di governo nella Chiesa e nelle Istituzioni. Dobbiamo sempre fidarci gli uni degli altri; dobbiamo collaborare per il bene di tutti».

La Carità al centro della vita della Chiesa.

Il cardinale ha quasi tracciato un “bilancio pastorale” dell’anno che sta volgendo al termine, toccando tematiche ed ambiti significativi per la vita e l’attività evangelizzatrice e missionaria della Chiesa diocesana. In primis le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, che, dopo alcuni anni di “fioritura”, oggi sono in sensibile diminuzione. Altro ambito pastorale sottolineato è stato quello della Carità e dei Servizi alle persone e alle famiglie in gravi difficoltà economiche per la perdita del lavoro, dove la Caritas diocesana e le Caritas parrocchiali sono molto attive con la “rete” delle diverse opere segno e strutture di accoglienza che danno ospitalità all’anno a più di 300 persone (in diocesi e in regione), oltre a sostenere periodicamente le popolazioni beneficiarie dei progetti che ruotano attorno alle missione all’estero (Kosovo e Malawi). Altro “fiore all’occhiello” dell’opera socio-caritativa della Chiesa perugino-pievese, evidenziato dal cardinale, è la realtà delle Residenze protette per anziani (es. Fontenuovo) dove attualmente trovano ospitalità 200 persone. Nel lungo elenco delle opere citate dal presule non potevano mancare il “Don Guanella” di Perugia, che visiterà il pomeriggio del 22 dicembre per ammirare il “Presepe vivente”, e “Villa Nazarena” di Pozzuolo Umbro per giovani portatrici di handicap. Sono tutti segni di carità di una Chiesa viva grazie anche alla solidarietà di una comunità cristiana attenta e sensibile al prossimo. Tutte queste opere, come ha ricordato il cardinale Bassetti, «sono frutto anche dell’impegno gratuito di numerosi volontari motivati dal senso di solidarietà verso il prossimo. Dio Padre continui a suscitare soprattutto nei giovani la vocazione al volontariato».

Non dimenticare il terremoto del Centro Italia.

Il cardinale ha mostrato ai presenti un piccolo presepe realizzato con una tegola spezzata dal terremoto di Amatrice, affinché non ci si dimentichi anche a Natale di quanti ancora oggi soffrono per un sisma che ha messo a dura prova quattro regioni dell’Italia centrale, sulle cui macerie sta nascendo il muschio.

“Pace nel Mediterraneo” e “The Economy of Francesco”.

Il presule ha concluso il suo intervento con una richiesta: «Pregate per me, nella mia responsabilità di presidente della CEI, per l’importante incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo, che vedrà riuniti a Bari, dal 19 al 23 febbraio 2020, una ottantina di vescovi in rappresentanza delle Chiese di tutti i Paesi dell’area del Mediterraneo. Concluderà i lavori papa Francesco.

E’ importante anche come Chiesa guardare al Mediterraneo con l’attenzione all’aspetto ecumenico e interreligioso, ai migranti e alle varie povertà. Dall’Umbria non potrà mancare la vicinanza spirituale a questo evento mentre la nostra regione si appresterà a vivere un altrettanto significativo incontro internazionale: “The economy of Francesco”, in programma ad Assisi a marzo, dove interverranno numerosi giovani economisti e imprenditori di tutto il mondo e la nostra Umbria si preparerà ad accogliere nuovamente papa Francesco». (179)

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Written by Gilberto Scalabrini