di GILBERTO SCALABRINI

0Perugia, 1 gennaio 2020 – Piazze piene per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, qualche botto anche nelle città dove le ordinanze dei sindaci li avevano vietati, ma la prevenzione e la sensibilizzazione ha funzionato. Il 118 ha portato quasi 30 giovane negli ospedali di Perugia, Gubbio, Foligno e Terni, soccorsi dopo aver esagerato con l’alcool. Tra loro, tutti di età compresa tra i 16 e 32 anni, cinque sono stati ricoverati in coma etilico, sono due minori e tre adulti a Terni e Umbertide. All’ospedale di Assisi, una donna di Bastia Umbra di 63 anni, è stata medicata per leggere abrasioni, provocate da un petardo esploso per strada, ma è stata subito dimessa. Nella città serafica, però, sono volati calci e pugni fra due giovani sui 30 anni. Una lite scoppiata all’interno di un locale, sembra per una donna.

Diversi anche gli anziani alle prese con malori di tipo influenzale o colti da problemi gastrointestinali dopo il cenone. Nessun particolari intervento per i Vigili del Fuoco e la Polizia stradale. Tutto sommato, dunque, è stata una notte tranquilla quella appena trascorsa in Umbria per festeggiare il Capodanno. Più tardi, però, torneremo con qualche aggiornamento e sui primi vagiti del 2020.

lenticchia_dentro_ciotola pietraPer il cenone sono stati destinati alla tavola 94 euro in media a famiglia, con un aumento del 14% rispetto allo scorso anno. È quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe. Dall’indagine emerge pure che più di sette italiani su dieci (71%) hanno consumato il cenone di fine anno nelle case, proprie o di parenti e amici mentre gli altri si sono divisi tra ristoranti, trattorie, pizzerie, pub e agriturismi. Lo spumante è stato il prodotto simbolo, seguito da cotechino e zampone, con una netta preferenza per i primi. Sul podio anche le lenticchie di Castelluccio di Norcia, perché si dice che portino ricchezza. Solo superstizione? No, perché c’è (anche) una spiegazione molto concreta. Le lenticchie, infatti, sono il primo legume coltivato dall’uomo: si producono dal 7000 a.C. e i Greci e i Romani ne erano ghiotti. È proprio ai romani che si deve l’usanza di mangiarle a San Silvestro. Un tempo, all’inizio del nuovo anno, si regalavano la scarsella, ovvero una borsa di cuoio da legare alla cintura che conteneva, appunto, lenticchie.

1Dicevano dei concerti nelle piazze. A Perugia, in Corso Vannucci è stata una notte di Capodanno piena di turisti e perugini che hanno atteso la mezzanotte per le vie dell’acropoli e nel salotto buono del capoluogo. Migliaia di persone anche a Terni, Foligno, Spoleto, Assisi e in tanti altri borghi, dove si è brindato e ballato a ritmo delle note delle band che hanno regalato ore di divertimento. Anche sulla piazza a Trevi si è festeggiato san Silvestro in allegria. E’ stato il primo anno. A Spoleto il tradizionale spettacolo di fuochi d’artificio dalla Rocca Albornoz. Oggi, splende il sole sull’Umbria. Il primo giorno dell’anno è all’insegna del tempo buono, ma questa mattina bisognava fare attenzione alle gelate, perché durante la notte le temperature sono finite sotto zero. A Castelluccio di Norcia la temperatura è scesa a -10°. Molto freddo anche a Terni e in Alta Valle del Tevere.

ALEMANNOIl sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, da questo nuovo anno, il quarto dal terremoto del 2016, si attende “il massimo per uscire fuori da questi anni così difficili, anche se la strada da percorrere è ancora tantissima”. “Mi attendo un 2020 di ricostruzione sia per alcune novità contenute nel nuovo Decreto sisma, sia per la volontà delle persone che, nonostante la stanchezza, sono comunque pronte a dare ancora una volta: è quanto ha detto all’ANSA il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, immaginando l’anno che verrà. “Questo – ha ricordato – è il quarto capodanno dopo il sisma del 2016 e sicuramente è migliore di quelli precedenti, anche se la strada da percorrere è ancora tantissima”.

Commenta: “Se ci avessero dati gli strumenti normativi giusti, in termini di semplificazione, avremmo già avviato la ricostruzione”. Almeno quella leggera poteva partire.

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Written by Gilberto Scalabrini