Dal nostro inviato speciale GILBERTO SCALABRINI

1Trevi, 5 gennaio 2020 – Fra il dedalo dei vicoli di Trevi, in vecchi fondi e cantine, incastonate nell’architettura rurale del borgo si possono ammirare tanti presepi. Sono tutti belli e caratteristici, perché rappresentano un piccolo spaccato della Galilea e fanno parte delle tradizioni natalizie più consolidate. Noi siamo rimasti particolarmente colpiti da una natività singolare: Gesù bambino tenuto in braccio da san Francesco, sullo sfondo il convento di san Martino e nel cielo non fanno festa gli angeli, bensì i frati francescani. Gli stessi –simbolicamente- che se ne sono andati dopo sei secoli, lasciando il convento alle suore di clausura. Una scena della “Natività rivisitata”, senza bue e l’asinello, che riflettere, perché in questa icona inconsueta del presepe c’è tutta la protesta dei cittadini di Trevi.

3A nulla, infatti, è valso anche l’appello del sindaco Bernardino Sperandio al Ministro provinciale dei francescani Claudio Durighetto, affinché la piccola comunità religiosa restasse nel convento. Dal 1400, san Martino era un luogo di aggregazione, confronto e crescita, soprattutto per i più giovani, perché qui svolgevano numerose attività. Era anche un laboratorio d’idee, sempre attivo e in grado di raccogliere e far avvicinare pure gli anziani e le famiglie bisognose. Un presepe di protesta? Forse no, ma sicuramente di denuncia silenziosa e discreta, comunque ferma, perché i frati francescani erano troppi amati e benvoluti dalla gente. Gesù bambino in braccio a san Francesco è l’icona del disagio di molti fedeli e no, la risposta per dire a chi di divere “Cristo si è fermato a Trevi”.

2A realizzarlo, su ricostruzione in scala come quello che fu allestito nel convento di san Martino nel 2017, è stata l’Associazione “Vo.la” e la Pro Trevi, augurandosi che in futuro il convento possa ritornare ad essere “anche se in forma diversa, un luogo di accoglienza e di aggregazione”. In questo borgo, cantato anche dal Carducci, da oltre trenta anni si allestiscono presepi di diverse dimensioni in vetrine, cantine, ingressi o finestre, tutti comunque visibili dalla strada. L’iniziativa –ci spiegano- è nata timidamente in ambito parrocchiale e ha avuto subito numerose adesioni e la partecipazione di numerose associazioni e volontari.

1Presso il museo di san Francesco, sono stati allestiti tanti presepi realizzati dai bambini. A noi ha fatto da guida lo storico Franco Spellani (nella foto). C’è tempo fino a domani per visitare a ingresso gratuito queste meraviglie. “E’ una promozione per il territorio e per il centro storico che offrono rare suggestioni nel periodo natalizio –dice il sindaco Sperandio- ed è anche un’occasione in più per i visitare ad ammirare la città .”

 

 

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Written by Gilberto Scalabrini