1Perugia, 23 gennaio 2020 – La centrale dedita alla gestione illecita di “ingenti quantitativi” di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti Raee, per lo più pannelli solari, era Gualdo Tadino. Qui c’era l’azienda crocevia dei traffici, a cui sono stati apposti i sigilli, doveva smaltire i pannelli fotovoltaici dismessi, invece li riciclavano commercializzandoli. Un giro da almeno 40 milioni di euro. L’operazione, condotta dai Carabninieri del Noe di Perugia, guidato da Francesco Motta, ed è partita a fine 2016 e ha interessato diverse province italiane (Sicilia, Puglia e Campania), dove 12 aziende del settore recupero rifiuti sono state sottoposte a sequestro.

Tra queste la Raeegest di Gualdo Tadino, per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro. Nell’inchiesta ci sono i nomi di Traversetolo (Parma), Casale sul Sile (Treviso), Crespano del Grappa (Treviso) e Siracusa In carcere sono finite sette persone e due ai domiciliari. Complessivamente sono 93 gli iscritti al registro degli indagati.Le accuse sono associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e altri reati. Gli agenti porta a porta si presentavano come dipendenti di Eni o Enel e promettevano l’installazione gratuita di pannelli fotovoltaici. Infine, facevano firmare dei “preventivi” in cui alla voce “importo totale” veniva scritto “zero”. (820)

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Written by Gilberto Scalabrini