Lo ha annunciato il sindaco di Assisi Stefania Proietti nel corso delle celebrazioni nel Vescovado. La cerimonia nel giorno della memoria

1Assisi, 27 gennaio 2020 – Nel corso delle celebrazioni per il Giorno della Memoria che si sono tenute nella Sala della Spogliazione del Vescovado il sindaco di Assisi Stefania Proietti nel suo saluto ha annunciato, a nome dell’amministrazione comunale, che sarà conferita la cittadinanza onoraria alle 13 persone sopravvissute alla Shoah, all’inferno dei campi di sterminio. “Questa è una pagina di memoria e di futuro perché Assisi, che è stata insignita della Medaglia d’oro al valore per aver salvato 300 ebrei, è una città patrimonio del mondo, una città-messaggio, che ha interpretato e interpreta i valori dell’accoglienza, della coerenza, della fratellanza e dell’attenzione verso i più deboli. Una città che con la sua storia, con i tanti Giusti tra le Nazioni, può ancora offrire momenti di riflessione e speranza”.

3Non va dimenticato, che fino a pochi anni fa, in piazza santa Chiara,  la veccjia tipografia dove gli assisiati Trento e Luigi Brizi, padre e figlio, stamparono quasi 800 false carte d’identità per gli ebrei, era un negozio di souvenir. All’interno, però, si trovava ancvora la “pedalina”, la macchina da stampa per le carte di identità false.  “Era li dal 1922 –e racconta Giovanna Calderini, moglie del nipote del tipografo- poi abbiamo ricevuto lo sfratto, non certo per morosità. Ci hanno cacciato via, perchè l’affitto era troppo alto e non potevamo onorarlo. Purtroppo, nessuno ha mosso un dito per difenderci. Eppure abbiamo onorato questo sito, salvando da sicura morte tanta gente innocente”.

2Non va dimenticato che, durante la guerra, il campione di ciclisno, Gino Bartali, fu costretto a lavorare come meccanico riparando le ruote delle biciclette e tra il settembre del 1943 e il giugno del 1944 si adoperò in favore dei rifugiati ebrei. In bicicletta compì numerosi viaggi dalla stazione di Terontola fino ad Assisi, nascondendo documenti e foto tessere nei tubi del telaio del velocipede affinché la stamperia segreta di Trento Brizi, potesse falsificare i documenti necessari alla fuga dei rifugiati.

4In questo modo Bartali riuscì ad aiutare gli 800 ebrei. Il tipografo assisiate aveva un clichè, grazie al quale falsificava le carte d’identità che poi venivano vidimate a Firenze e, quindi, in bicicletta Bartal le riportava indietro ai disgraziati destinatari. Spesso i tedeschi lo fermavano, ma Gino, con la sua simpatia, gli dimostrava che non avdva nulla da nasxondere. Le carte erano ben occultate nel telaio della bici. (150)

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Written by Gilberto Scalabrini