Lo storico dell’arte Luca Tomio e la troupe della Sydonia production in visita alla Cappella Baglioni e nei luoghi più significativi della città

1Spello, 31 gennaio 2020 – Ha fatto tappa anche a Spello il percorso che la troupe della Sydonia production ha intrapreso per ricostruire il cammino di Raffaello Sanzio, uno dei più grandi artisti del Rinascimento italiano. Lo storico dell’arte Luca Tomio, consulente scientifico e guida del documentario che avrà l’onore di aprire nei primi mesi dell’anno su Rai 1 l’anniversario dei 500 anni dalla scomparsa del pittore, negli ultimi giorni di dicembre ha vistato la suggestiva Cappella Baglioni dove ha cercato di individuare nel capolavoro del Pintoricchio la mano del giovane Raffaello.

2Furono gli stessi mecenati Baglioni, Troilo Baglioni nello specifico, a commissionare il ciclo di affreschi della Cappella Bella al maestro perugino, il quale era solito avvalersi dell’appoggio di una bottega organizzata per ultimare in tempi rapidi i suoi capolavori. Tra quegli allievi vi era di certo anche Raffaello, che proprio a Spello saldò con il Pintoricchio un importante sodalizio artistico destinato a durare a lungo. Le riprese del documentario sono continuate alla scoperta dei luoghi più suggestivi del borgo che inevitabilmente avranno ispirato il genio dell’artista urbinate.

3Dopo aver incontrato il sindaco Moreno Landrini nel Palazzo Comunale, con il supporto di Sistema Museo, Tomio ha scoperto Porta Venere incorniciata dalle Torri di Properzio e Porta Consolare. In ultimo, prima di congedarsi dalle verdi colline olivate e dai caratteristici vicoli e balconi fioriti, la troupe Sydonia ha esplorato la Villa dei Mosaici di Spello, una tra le scoperte archeologiche più recenti e strabilianti della Regione Umbra.

Le riprese sono continuate nei giorni successivi sulle tracce del grande artista nella città eterna di Roma, dove Raffaello, oltre ad accrescere e rendere immortale la sua fama regalando al mondo suggestivi capolavori, trovò prematuramente la morte a soli 37 anni.

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Written by Gilberto Scalabrini