Temi: "Lavoro, ambiente e formazione le priorità per rilanciare il territorio". La candidata per il centrosinistra alle elezioni suppletive del Senato ha incontrato sindaci e segretari di circolo del PD

1Terni, 8 febbraio 2020 – Scuola aperta a tutti “perchè ognuno deve avere le opportunità di diventare cittadini capaci e consapevoli”. Il lavoro “di qualità e non più frammentato in mille rivoli che determina insicurezza e instabilità”. La tutela dell’ambiente e la riconversione “perchè l’Europa va in quella direzione e non si può barattare la salute con il salario”. Così Maria Elisabetta Mascio, candidata del centrosinistra alle elezioni suppletive al collegio Umbria 2 del Senato che si terranno il prossimo 8 marzo, ad Acquasparta davanti a sindaci e segretari di circolo del PD della provincia di Terni. In platea anche il deputato Walter Verini ed il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti. Lunedì Elisabetta Mascio incontrerà i sindaci ed i segretari di circolo del territorio di Orvieto, mentre martedì sarà a Trevi.

2La candidatura di Maria Elisabetta Mascio è appoggiata da Pd e Sinistra Civica Verde, ma intende anche raccogliere le istanze del civismo, dei territori, di coloro che non si sono schierati o non si sentono rappresentati. Una candidatura che guarda alle istanze del mondo sociale e progressista. “Ho fatto politica lavorando per 42 anni – le parole della candidata – 25 come insegnante e 17 come dirigente scolastica. La mia missione è sempre stata quella di costruire, insieme a genitori e famiglie, la scuola della Costituzione che metta al centro la formazione di cittadini capaci e consapevoli, che siano portatori dei valori fondanti della nostra comunità. La formazione è il sostegno alla riconversione e all’innovazione. Capisco sulla mia pelle, perchè ho tre figli che lavorano sparsi tra Italia ed estero, cosa vuol dire vivere in un territorio dove non si trova uno sbocco lavorativo corrispondente ai propri percorsi formativi.

3Il territorio deve essere attrattivo, per i nostri figli e per quelli che verranno. Il lavoro è sicuramente l’emergenza più urgente, lavoro che non c’è e che non è di qualità, troppo frammentato in mille rivoli e che determina incertezza, insicurezza e instabilità, finendo per guastare il tessuto sociale. Fatalmente poi scatta la ricerca della sopravvivenza spicciola e una grande rabbia convogliata verso chi è ritenuto responsabile. Il lavoro si deve coniugare con l’ambiente, l’Europa va in quella direzione e non a caso il governo ha destinato risorse sulla riconversione”. (199)

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Written by Gilberto Scalabrini